Archivia per ottobre, 2006

LEASING, ACQUISTO o NOLEGGIO: Quale Forma di Acquisto o Credito Scegliere

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Nella tabella sono riportate le principali differenze tra il Leasing, l’Acquisto diretto e Rateale, e il Noleggio.

Non vi guideremo nella lettura, date un’occhiata da soli alla tabella di seguito riportata. Evidenzia in modo estreamente chiaro e semplice le differenti formi di acquisto.

Leasing

Acquisto

Acquisto rateale

Affitto o noleggio

Natura/
scopo

Cessione dell’utilizzo a tempo

Acquisto in contanti

Acquisto a credito con pagamento rateale

Cessione dell’utilizzo a tempo

Proprietà

Durante la durata del contratto la proprietà competealla società di leasing e l’utilizzatore ne ha il possesso.
Alla scadenza, a seguito di acquisto, il bene potrà divenire proprietà dell’utilizzatore.

Acquisto, alla definizione del contratto. Il trasferimento della proprietà avviene con la consegna del bene oggetto dell’acquisto o con la trascrizione nei registri fondiari. Acquisto alla definizione del contratto. Il trasferimento della proprietà avviene con la consegna del bene oggetto dell’acquisto o in caso di diritto di riservato dominio, con il pagamento dell’ultima rata.

Nessun intento di trasferimento della proprietà

Anticipo

Un canone, il cui importo è da stabilire e concordare tra società di leasing e utilizzatore

Nessuno

Generalmente anticipo del 25%-30% sul prezzo di acquisto

Nessuno

Durata

Minima 2 anni per autovetture, fino a 12 anni per immobili

-

24-30 mesi, massima durata legale per clienti

In genere indeterminata, redimibile

Stabilità delle rate

Rate di leasing fisse o indicizzate

-

Rate fisse

È possibile l’adeguamento del canone

Liquidità iniziale

Non necessaria

Necessaria

Limitatamente necessaria

Non mecessaria

Diritto di
riservato dominio

No

No

Sì

No

Inserito in domenica, ottobre 29th, 2006
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Cos’è il Leasing? Breve Descrizione di Una Forma Di Finanziamento Sempre Più Diffusa

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Il leasing è un finanziamento a medio termine che risponde all’esigenza della clientela di acquisire la disponibilità di beni mobili e immobili, strumentali all’esercizio della attività imprenditoriale o privata.
Grazie alla flessibilità del prodotto e ai benefici fiscali previsti dalla attuale normativa, il leasing rappresenta un’alternativa vantaggiosa rispetto all’acquisto diretto e ad altre forme di finanziamento come l’acquisto rateale.
Dal punto di vista giuridico, il contratto di leasing è un contratto di locazione di beni mobili o immobili. Il locatore fa costruire o acquista il bene oggetto del contratto, su scelta ed indicazione del Locatario (cliente), e rimane proprietario del bene per tutta la durata del contratto. Il cliente detiene il possesso del bene, ne ha diritto di godimento e assume tutti i rischi.
Alla fine del contratto il cliente può diventare proprietario del bene, mediante versamento di un prezzo prestabilito (riscatto).

Inserito in domenica, ottobre 29th, 2006
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Mutui: tipologie e caratteristiche indispensabili

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Nel’universo dei mutui e delle offerte di tassi più o meno alti è startegico capire le principali differenze tra i mutui prima di addentrarsi nelle loro caratteristiche.

Troverete qua di seguito una breve carrellata sui principali mutui.

MUTUO A TASSO VARIABILE E SUO AMMORTAMENTO
Nel mutuo a tasso variabile il tasso di interesse varia in relazione all’andamento di uno o più parametri indicati nel contratto di mutuo.
Questo prodotto ti consente di corrispondere, tempo per tempo, un tasso in linea con le variazioni delle condizioni di mercato.
È indicato se preferisci rate di mutuo variabili nel corso della vita del mutuo, in relazione all’andamento dei tassi di interesse di mercato.

Preammortamento: periodo iniziale del mutuo nel quale le rate pagate sono costituite dalla sola quota interessi.

Ammortamento: è il processo di restituzione graduale del mutuo mediante il pagamento periodico di rate comprendenti una quota capitale e una quota interessi

MUTUO TASSO FISSO
È un mutuo con il tasso che resta invariato per tutta la durata del prestito; le rate saranno pertanto tutte uguali, indipendentemente dall’andamento dei mercati finanziari.
La certezza di pagare sempre la stessa cifra e non andare incontro a variazioni di mercato viene in linea di massima remunerata alla banca al momento dell’erogazione del prestito, con l’applicazione di un tasso più elevato se confrontato con quello che, nello stesso momento, verrebbe applicato se il tasso di interesse fosse variabile.

Dopo i mutui più classici, qua di seguito vengono descritti in modo schematico i Mutui con opzioni o ammortamenti particolari

MUTUO TASSO MISTO
Nel mutuo a tasso misto il tasso di interesse può passare da fisso a variabile (o viceversa) a scadenze fisse e/o a determinate condizioni indicate nel contratto di mutuo.
Il mutuo ti consente di alternare, a tempi prestabiliti contrattualmente, gli effetti del tasso fisso e del tasso variabile.
Questo mutuo è indicato se preferisci non prendere subito una decisione definitiva sul tipo di tasso.

MUTUO CAP (O TETTO MASSIMO)
Il mutuo cap è un mutuo a tasso variabile con un limite massimo predeterminato oltre il quale il tasso d’interesse non potrà mai salire, anche se i tassi di mercato dovessero superarlo.

A chi è adatto? – Adatto a chi punta a cogliere le opportunità di ribasso dei tassi di interesse, ma desidera nel contempo contenere il rischio di eccessive oscillazioni dei tassi verso l’alto, che determinerebbero rate difficili da sostenere

Vantaggi – È collocato ad un tasso più basso, rispetto ai mutui a tasso fisso, offrendo in ogni caso una certa tranquillità.

Svantaggi
– È collocato ad un tasso più elevato rispetto ai mutui a tasso variabile. La garanzia accessoria offerta dalla Banca ha un costo, che si sostanzia in un aumento dello spread

MUTUO RATA COSTANTE
Mutuo che pur essendo regolato a tasso variabile, prevede il mantenimento di una rata fissa determinata al momento dell’erogazione. Le eventuali variazioni del tasso determineranno una variazione (in aumento o in diminuzione) della durata dell’ammortamento.

A chi è adatto? – A chi desidera cogliere le opportunità offerte dal mutuo a tasso variabile, senza correre il rischio di non poter sostenere il pagamento della rata.

Vantaggi – è collocato ad un tasso più basso, rispetto ai mutui a tasso fisso, offrendo in ogni caso la tranquillità data da una rata costante. In caso di diminuzione dei tassi si pagherà per una durata inferiore a quella inizialmente prevista

Svantaggi – in caso di aumenti dei tassi si pagherà per un periodo maggiore di quello inizialmente previsto.

MUTUO RATA CRESCENTE

In questo tipo di mutuo, anche nel caso in cui il tasso non subisca variazioni, il piano d’ammortamento prevede in ogni caso rate d’importo crescente. Le prime rate sono d’importo molto basso ed aumentano gradualmente, come previsto dalle clausole contrattuali. È un mutuo ideato per coloro che hanno un reddito basso, ma con previsione di miglioramenti nel futuro prossimo (promozioni, scatti d’anzianità, consolidamento di un’attività imprenditoriale o professionale ecc.).

A chi è adatto? – A coloro che sono agli inizi della propria carriera ed hanno aspettative di reddito in crescita o che, comunque, hanno esigenza di pagare rate di importo ridotto per alcuni anni.

Vantaggi – Rate iniziali basse.

Svantaggi – Le rate finali sono molto elevate.

Inserito in venerdì, ottobre 27th, 2006
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Tasso Fisso o Tasso Variabile: Cosa scegliere per il tuo Mutuo Immobiliare

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Meglio il mutuo a tasso variabile o il mutuo a tasso fisso?

Meglio un mutuo con durata breve o quello con lunga durata?

Prima di metterci in cerca del mutuo ideale bisogna rispondere a questi interrogativi, poi calcolare in base alle proprie entrate mensili la rata massima sostenibile e, quindi, fare un confronto fra le varie banche con un unico obiettivo: cercare di ottenere le migliori condizioni.

È utile precisare che il mutuo ideale non’è quello con il tasso più basso, ma quello che meglio risponde alle nostre esigenze reddituali e alla propria predisposizione.

Se ad esempio abbiamo il timore di un aumento improvviso dei tassi ma non possiamo permetterci un mutuo a tasso fisso allora orientiamoci verso un prodotto a rata costante o a quello con un tetto massimo.

Spesso è meglio scegliere un mutuo con uno tasso leggermente superiore ma che consente di esercitare durante l’ammortamento una particolare opzione e non viceversa.

Ecco un semplice elenco di informazioni utili da chiedere alla banca od alla finanziaria per avere un effettivo confronto tra i mutui offerti:

- importo da chiedere

- durata in anni

- pagamento rata (mensile , trimestrale

- Indice utilizzato (Euribor 1 mese, 3 mesi…)

- Spread applicato

- Tasso a Regime

- Rata a regime

- Costo istruttoria

- Costo perizia

- Costo assicurazione incendio e scoppio

- Costo eventuale apertura di conto corrente

- Spese di incasso delle rate

- Penale di estinzione anticipata

- Eventuali opzioni

Inserito in venerdì, ottobre 27th, 2006
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Mutuo Informato: La Prima Guida per il Cittadino

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Si chiama Mutuo Informato la prima Guida per il Cittadino realizzata in collaborazione tra il Consiglio nazionale del Notariato e le maggiori associazioni dei consumatori.

La guida, ha l’obiettivo di informare e tutelare i cittadini informandoli sui problemi più frequenti incontrati nella stipula di un mutuo, spiegando le tappe principali e aiutando a evitare “passi falsiâ€?.

Tra i capitoli ci sono sezioni specifiche dedicate a contratto, tassi di interesse e spese accessorie, condizioni, tempi di istruttoria ed erogazione, vantaggi e svantaggi della rinegoziazione, cancellazione dell’ipoteca, detraibilità fiscale, clausole vessatorie e molto altro. Particolare attenzione viene dedicata al ruolo e all’attività del notaio e alla funzione di tutela preventiva a favore dei cittadini che questo può svolgere assieme alle associazioni dei consumatori.

“L’obiettivo della guida, primo importante risultato della collaborazione tra il Consiglio nazionale del notariato e le maggiori associazioni di consumatori – ha dichiarato Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino (Mdc) – è quello di dare più trasparenza e più garanzie per i consumatoriâ€?.

Secondo Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum, è necessario che il risparmiatore venga consigliato nel mare di offerte che quotidianamente lo tempestano. “Il mutuo rappresenta un passo importante per ogni famiglia – ha aggiunto Landi – compierlo in modo ragionato è fondamentale. Questa guida dà al consumatore un’istruzione basilare per orientarsiâ€?.

Il segretario generale di Cittadinanzattiva, Giustino Trincia, ha sottolineato come la guida rappresenti un primo passo verso il dialogo con i soggetti professionali che determinano le scelte del consumatore. “Siamo convinti – ha detto Trincia – che non si possa dare un ruolo centrale al cittadino-consumatore senza comunicare con le categorie professionali come quella dei notai.

La comprensibilità è un tema cruciale ancor prima della trasparenza. Per questo è necessario chiudere il cerchio aprendo un tavolo a tre che coinvolga anche le banche�.
La pubblicazione, stampata in 10.000 copie e scaricabile dal web sarà distribuita anche nelle sedi di Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori e negli studi notarili.

A questo vademecum seguiranno altre guide per il cittadino che verranno realizzate da notariato e associazioni dei consumatori, che a questo scopo hanno istituito un tavolo di lavoro.
La pubblicazione Mutuo Informato informa i cittadini sui problemi più frequenti con cui si devono confrontare nella stipula di un mutuo per l’acquisto della casa, spiegando le tappe principali e aiutandoli ad evitare “passi falsi” o errori che possono compromettere il buon esito dell’operazione.

Scarica la guida”Il Mutuo

Scarica la guida”Il Mutuo Informato” (dimensioni: 142 kb)

Inserito in venerdì, ottobre 27th, 2006
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Islam: Inaccettabile Un Mutuo o Prestito con Interessi

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Il Corano e la tradizione orale vietano categoricamente il prestito a interesse, qualunque sia l’interesse applicato e lo scopo del prestito, affermando che non c’è distinzione fra prestito a interesse e usura.

Il guadagno è legittimo se associato ad un rischio, che deve essere un rischio d’impresa. Esiste anche un rischio finanziario, ma la tradizione porta a un’interpretazione condivisa che legittima un profitto sul denaro soltanto a fronte di un rischio d’impresa e di un investimento produttivo (in beni e servizi).

Il diritto islamico vieta sia l’applicazione di interessi passivi che di interessi attivi. Per cui i musulmani non percepiscono alcun guadagno dai risparmi depositati in banca su un conto corrente.

Ciò è un incentivo alla circolazione della moneta in quanto soltanto con un investimento produttivo, esistono forme giuridiche che consentono al proprietario del denaro di ottenere un profitto.

La colpa riguarda con analoga gravità non solo chi presta il denaro, ma anche il fedele adempie al pagamento di un interesse. Ciò vale anche avendo contratto degli obblighi legali in Paesi di diritto non islamico.

Vari sforzi reinterpretativi hanno tentato di rendere meno categorico questo divieto, senza arrivare ad un nuovo orientamento dottrinario.

Perciò, il diritto islamico impone mutui a tasso zero dei quali usufruiscono i musulmani, che ne fanno richiesta anche in Europa.

In alcuni Paesi islamici non sono le banche locali a essere impegnate in questa attività; il denaro prestato è quello della zaqat, l’elemosina obbligatoria per tutti i cittadini e imprese di diritto islamico.

Inserito in venerdì, ottobre 27th, 2006
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I Mutui Per L’Acquisto Della Casa

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I mutui per l’acquisto della prima o seconda casa costituiscono la maggior parte dei mutui concessi dalle banche.

L’ammontare del capitale erogato non può superare un importo il cui rimborso annuale il 30% del reddito del nucleo familiare (salario e altre entrate) del richiedente; in pratica, se la famiglia del mutuatario ha un reddito annuo di 100, non può prendere mutui che gli costino più di 30 all’anno per i rimborsi (somma dei pagamenti nell’anno), e dunque l’importo del capitale massimo erogabile si calcola a partire dall’importo della rata di rimborso.
Generalmente, l’importo massimo erogabile è condizionato al valore del bene prestato in garanzia: da qualche anno, una certa deregulation del mercato consente di registrare offerte di mutui che arrivano a coprire il 100% del valore di perizia dell’immobile, determinato da un esperto di estimo incaricato dalla banca. La perizia eseguita a questi fini, pur se formalmente tesa a individuare “il più probabile valore venale in comune commercio” del bene, deve tener conto dell’aspetto prospettico della sua eventuale utilità, poiché in ragione della cospicua durata del mutuo e della possibile modificazione nel tempo degli equilibri fra i molti parametri da prendere in esame, essa deve ponderatamente restituire un valore di garanzia sostanziale in favore dell’ente erogante, tale che nell’ipotetica necessità di esitazione all’incanto del bene, che potrebbe accadere in un imprecisato momento del rapporto, si disponga di un valore stabilmente tenutosi realistico.

Tutto ciò determina in genere una differenza fra l’importo di perizia ed il valore commerciale effettivo del bene, detraendosi da questo valori che rendano ragione dei rischi di deperimento tecnico-fisico e delle eventuali modificazioni del mercato di riferimento. Le condizioni di erogazione dei mutui dipendono da molti parametri e di frequente sono calcolati con algoritmi statistici.
La concessione del mutuo è in genere subordinata alla disponibilità di un reddito stabile ed attendibile, ad esempio un contratto di lavoro a tempo indeterminato (stipulato da almeno 4 anni) o di altri redditi stabili (per il lavoro autonomo, si fa luogo a ragionata analisi degli ultimi fatturati).

Stanti alcune condizioni personali soggettive tipiche della categoria, si registra invece una sempre maggior difficoltà di ottenimento di mutui da parte dei lavoratori pensionati; questa tendenza, che riguarda un numero crescente di istituti e rischia di elevarsi a regola, viene talvolta giustificata con freddi e sgradevolissimi argomenti – asseritamente desunti dalla statistica – sull’aspettativa di vita. Si sostiene – quando non smentito – che ovviamente sia più facile che un mutuatario pensionato possa morire in corso di contratto, originando problematiche successorie nella quali la banca non troverebbe economicamente vantaggioso ingerirsi. Da altri si ribatte invece che tale tendenza manifesterebbe una previsione di abbattimento del potere d’acquisto dei pensionati, con effetti sulla puntualità o sul completamento dei rimborsi e possibili implicazioni legate a possibili condizioni di difficoltà degli anziani (ad esempio, per necessità sanitarie).

In ogni caso, questo limite è visto dalla maggioranza degli osservatori come fortemente penalizzante e discriminatorio nei confronti dei pensionati.
Esistono mutui a rata fissa con interess cup, ovvero a tasso variabile entro un massimo interesse che è intorno al 4%. in altri Paesi d’Europa sono diffusi mutui misti, a tasso variabile i primi 5-10 anni, in cui è più attendibile una previsione sui tassi; rinegoziabili a tasso fisso prestabilito oppure a tasso variabile per il periodo successivo.

I tassi di riferimento a livello europeo nell’erogazione dei mutui sono l’Eures per i mutui a tasso fisso e l’Euribor per quelli a tasso variabile, nel valore calcolato il giorno della firma del contratto.

Inserito in venerdì, ottobre 27th, 2006
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L’ultimo estratto conto del mio conto corrente

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Delusione e rabbia: sono le reazioni più frequenti quando si riceve l’ultimo estratto conto.
Delusione per i magri interessi maturati. Rabbia per le spese elevate.
Aggiungerei anche una certa perplessità quando ci soffermiamo sul totale finale del conto.

Alla fine siamo più catturati che mai dal saldo che non controlliamo altre voci, quando invece spesso su di un conto ci possono essere spese tali da annullare quei pochi interessi passivi che abbiamo.

La prima cosa da fare è analizzare il proprio estratto conto in modo approfondito e con tutta la calma necessaria. Non scordatevi che si tratta di una forma di contratto tra voi e la banche con accodi ben precisi e ridiscutibili. Vedrete che alla fine è un po’ come al supermercato o al ristorante se controlli lo scontrino finisce sempre che sbagliano mai a tuo favore, anzi.

Per cominciare, controllate le singole uscite cercando di monitorare come avete speso i vostri soldi. Non sia mai vi venga voglia di risparmiare un po’ o farvi un regalo. Se c’è qualcosa che non capite, chiedete chiarimenti alla banca. Può darsi che l’impiegato o l’impiegata di turno riescano ad aiutarvi. Anche le mail possono essere molto utili, ma dovrete in tal caso cercar di formulare domande molto precise.

Le spese dovreste riconoscerle molto bene perchè le avete fatte voi, ma quelle bancarie invece sapete quali sono? Esaminatele con attenzione, ci saranno sicuramente spese relative ai singoli servizi che la vostra banca vi offre che non usufruite ed altri che possono essere ridiscussi.

Per gestire e custodire il vostro denaro, la banca si fa pagare profumatamente. Tuttavia è possibile ridurre un po’ questi costi, magari depennando alcuni servizi che nel vostro caso sono di scarsa o nulla utilità. Per esempio si può risparmiare sull’invio dell’estratto conto, che può avere cadenza mensile, trimestrale, semestrale o annuale: quante più volte vi fate spedire l’estratto conto a casa, tanto più pagherete. Valutate perciò se non vi basti ricevere l’estratto ogni tre mesi, anziché ogni mese, o addirittura se non vi convenga disdire del tutto questo servizio e passare personalmente in banca di tanto in tanto per richiedere il saldo.

Un altro fattore di costo sono i vari movimenti, quali bonifici ecc. Il prezzo del bonifico si fa particolarmente salato quando accreditate un correntista di istituto diverso dal vostro, ragione per cui è sempre meglio informarsi prima su quali siano le modalità più convenienti per eseguire questa operazione.

Anche il bancomat non è quasi mai gratuito. Chiedete informazioni a riguardo alla vostra banca, poiché le condizioni variano considerevolmente da un istituto all’altro.

Tutt’altro che irrilevante è poi il prezzo da pagare quando si va in rosso, ossia la cosiddetta “commissione di massimo scopertoâ€?. Chi finisce spesso sotto zero, farebbe bene a contrattare un fido, ricordando però che anche questa opzione non è del tutto gratuita. Infine è importante sapere che l’estratto conto può essere contestato entro sessanta giorni dal ricevimento.

Trascorso questo termine, le risultanze contabili dell’estratto conto si intendono implicitamente accettate. L’eventuale contestazione, da presentare per iscritto, può riguardare ad esempio il prelevamento non autorizzato da parte di terzi a seguito di furto o clonazione del bancomat. Qualora dal vostro estratto conto risultino prelevamenti del genere, presentate subito un reclamo scritto.

Se doveste riscontrare qualcosa di poco chiaro, non esitate a recarvi allo sportello per chiedere delucidazioni. Là potrete conoscere le possibilità di risparmio sulle spese bancarie e negoziare condizioni economiche migliori. Maggiori informazioni potete trarle anche dal sito delle vostra banca e provarle a confrontarle con altre banche.

Inserito in venerdì, ottobre 27th, 2006
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TAN e TAEG: cosa sono e come influiscono sul credito

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Cos’è e quanto influisce sulle tasche dell’utente il TAG e il TAEG?

Tan e Taeg, due termini ‘strani’, ma che sono entrati nella vita di tutti attraverso la pubblicità, i cartelloni e gli annunci di prodotti acquistabili a rate. Ma se ognuno di noi sente o legge almeno una volta al giorno queste parole, non tutti sanno cosa significano e, soprattutto, quel è la loro importanza.

Innanzi tutto è necessario determinare la differenza tra le due voci.

- il Tan è il tasso annuo nominale, che analizza solo il tasso di riferimento delle rate

– il Taeg è il tasso annuo effettivo globale) include nel calcolo tutti gli oneri, anche quelli accessori quali istruzione pratica, spese ed altro.

In tutte le offerte, il Tan risulta e viene specificato in maniera chiara e visibile. Molto meno evidente è la forma sotto la quale viene comunicato il Taeg che, anche se per legge deve sempre comparire o essere nominato, in genere viene relegato all’ultima parte dello spot – quella pronunciata più velocemente – oppure in un angolino del cartellone pubblicitario, con una grafica piccolissima e caratteri minuscoli.

Bisogna fare molta attenzione a queste due voci quando si chiede un finanziamento o si decide di acquistare qualcosa a rate: infatti la presenza di questi oneri può far cambiare notevolmente il tasso dell’operazione, vale a dire la cifra che ciascuno andrà a pagare alla società o alla banca che gli ha concesso il finanziamento.

Il criterio per calcolare il Taeg è fissato dalla legge ed è rappresentato da una formula: esso risulta dal confronto della somma netta effettiva ottenuta in prestito con l’esborso complessivo dovuto per la restituzione.

La somma netta reale è ciò che resta del prestito ottenuto dopo che sono state sottratte le varie spese per istruttoria, avvio della pratica, assicurazione vita. Per determinare i costi, invece, le voci prese in considerazione sono la rata mensile costante di rimborso maggiorata delle relative spese di incasso. Partendo da questi valori ed applicano la formula, si ricava il valore cercato.

Tenetene di conto, è una chiave di lettura fondamentale per capire come vengono calcolati gli importi dei crediti ed aiutarvi nelle scelte.

Inserito in venerdì, ottobre 27th, 2006
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GARANZIE, AFFIDABILITÀ E PRIVACY DI UN CREDITO

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GARANZIA, AFFIDABILITA’ E PRIVACY DI UN CREDITO: Sono questi tre fattori molto importanti quando si parla di credito. Cerchiamo di capire come possiamo analizzarli e valutarli.


Banche, istituti di credito e società finanziarie che prima si servivano delle cosiddette ‘centrali rischi’ (un sistema di raccolta nel quale sono archiviate le informazioni sulla solvenza dei clienti delle banche, un archivio nel quale vengono inseriti i dati di tutti coloro che risultano esposti con le banche oltre una determinata cifra e di coloro che risultano incapaci di far fronte ai debiti verso il sistema bancario per qualsiasi tipo di finanziamento), per raccogliere informazioni sui consumatori che chiedevano un finanziamento, dal primo gennaio 2005 fanno riferimento ai Sistemi di informazioni creditizie (Sic), per il cui uso il Garante della privacy ha varato un codice deontologico per finanziamenti e credito al consumo.

Il documento, sottoscritto dalle associazioni del settore con la collaborazione delle associazioni dei consumatori e l’approvazione del Garante della privacy, riporta le regole che devono essere rispettate sia dalle società che raccolgono e conservano i dati che dalle banche, dalle società finanziarie o dalle società di leasing che li consultano.

I Sic in sostanza sono banche dati ad ampio accesso, costituite per verificare l’affidabilità, la puntualità nei pagamenti, il rischio di sovraindebitamento e le eventuali situazioni di morosità. Ad esse accedono vari operatori finanziari prima di concedere un prestito, un mutuo o un finanziamento.

Proprio per la delicatezza dell’argomento e per evitare che errori o dati inesatti danneggino i consumatori, è stato redatto il codice le cui regole stabiliscono la liceità e la correttezza dei trattamenti di dati personali effettuati dalle società e dai soggetti privati che gestiscono centralmente i sistemi di informazioni creditizie.

In particolare, il codice ha introdotto importanti garanzie sulla maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori attraverso una modulistica più chiara e semplice, una maggiore precisione dei dati e l’uso di questi solo ai fini del credito e non, ad esempio, per fare marketing o ricerche di mercato, tempi più lunghi per segnalare le ‘morosità’ (nei sistemi in cui sono registrati solo i consumatori che sono in ritardo nei pagamenti, dopo 4 mesi o in caso di mancato pagamento di 4 rate, nelle altre ‘centrali rischi’ comunque soltanto dopo due mesi o rate di ritardo, in modo da evitare anche registrazioni di dati causate da errori o disguidi) e per conservare nei sistemi i dati positivi e negativi. Inoltre le richieste di credito vengono conservate in rete per non oltre 180 giorni. Se la richiesta non è accolta o è oggetto di rinuncia i dati possono essere conservati per 30 giorni. Le rate successivamente regolarizzate, vengono cancellate dopo un anno, per ritardi fino a due rate, e dopo due anni, per ritardi superiori poi sanati, mentre le informazioni su inadempimenti non regolarizzati, possono essere conservate fino a tre anni.

Ancora il codice non risulta ben conosciuto da molti cittadini.

Tuttavia, il credito al consumo interessa ad oggi un italiano su due invitiamo chiunque abbia un credito a dare una nuova occhiata al proprio contratto e verificare l’applicazione di tale codice da parte dalla struttura finanziaria con la quale ha attivato la pratica.

Inserito in venerdì, ottobre 27th, 2006
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