BCE: richiesta di fondi più alta delle banche italiane

BCE: richiesta di fondi più alta delle banche italiane

Il perdurare della crisi fa sentire i suoi influssi sulle dinamiche che regolano l’economia dei paesi di tutto il mondo e di conseguenza non possono che influenzare pesantemente le politiche delle banche, anche, se non soprattutto, per quanto riguarda i prestiti concessi a imprese e privati. Dopotutto gli esperti lo avevano predetto che il perdurare di condizioni critiche avrebbe comportato un irrigidimento dei criteri alla base della concessione dei prestiti bancari e la conferma, almeno a livello nazionale, è arrivata da Banca d’Italia, attraverso un’indagine sul credito bancario nell’area dell’euro.

Lo studio ha evidenziato come i maggiori istituti bancari italiani abbiano rivisto, in maniera decisamente restrittiva, le loro linee di credito. Alla base di questi provvedimenti vi sono problemi di liquidità riscontrati dagli intermediari, difficoltà ad accedere a finanziamenti sui mercati all’ingrosso e il deterioramento delle prospettive economiche, ma è chiaro che la prima conseguenza è una diminuzione dei prestiti concessi a imprese e ai privati cittadini.

Tuttavia c’è anche da registrare, oltre a un irrigidimento delle banche italiane, un aumento dei margini di profitto che si tengono gli istituti, oltre che a una domanda che risulta in diminuzione. Sempre secondo Bankitalia, infatti, le richieste di prestito da parte delle imprese è tutto sommato stabile, ma risulta in calo da parte delle famiglie, che evidentemente preferiscono evitare spese, considerate rimandabili, piuttosto che accollarsi un debito difficile da gestire.

Secondo l’indagine in questione il periodo di applicazione dei criteri più restrittivi potrebbe perdurare anche nel primo trimestre del nuovo anno, tuttavia vi è fiducia che la situazione possa volgere in positivo grazie ai fondi in arrivo dalla Bce, nell’ottica del maxi prestito concesso a dicembre, che potrebbero costituire una boccata d’ossigeno per la banche e permettere loro di rendere più elastici i parametri per la concessione di prestiti; rimane però alto il rischio che gli istituti sfruttino il basso tasso applicato dalla Bce, l’1%, per effettuare speculazione sui prestiti concessi.

A contrastare lo scenario moderatamente positivo appena descritto ci pensano però indiscrezioni arrivate al Financial Times, che ipotizzano, da parte di alcune banche, una richiesta triplicata alla Bce per l’asta a tre anni di fine febbraio. L’indiscrezione sembra essere giunta direttamente da tre Amministratori Delegati di altrettanti istituti bancari dell’area Euro e, se confermata, potrebbe essere una chiara indicazione del momento difficile attraversato dal sistema bancario europeo. Tuttavia, un’indagine Reuters condotta fra i trader indica che il sentore per la prossima asta sia per una richiesta di fondi in calo, rispetto a quella di dicembre, scendendo da 489 miliardi a 325 miliardi.



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