Imposta di bollo sui conti deposito: da gennaio aumenta del 50%

Imposta di bollo sui conti deposito: da gennaio aumenta del 50%

Solo alcune banche hanno lasciato invariato il valore

È in arrivo una nuova stangata per i risparmiatori italiani. Dal 1° gennaio 2013 l’imposta di bollo sui conti deposito aumenterà di quasi il 50%. In questi giorni non si parla d’altro e sicuramente avrete già letto alcuni articoli dedicati all’argomento, tra cui ve ne segnaliamo uno molto dettagliato del Il Sole24Ore. In sintesi, la tassa passerà infatti dallo 0,10% allo 0,15% annuo sulle somme depositate, con un minimo di 34,2 euro e senza l’indicazione di nessun tetto massimo. Le modifiche sono state introdotte dal Decreto Salva Italia, approvato dal Governo Monti lo scorso 24 febbraio.

Fino a dicembre 2011, l’onere era pari a soli 1,81 euro per ogni comunicazione alla clientela e la maggior parte delle banche e degli istituti di credito decidevano di assolvere il cliente dal pagamento di tale quota, accollandosi la tassa.

Con l’approvazione del decreto, invece, molte banche hanno proceduto a una modifica del contratto. I risparmiatori italiani si sono visti recapitare a casa un’informativa in cui sono avvisati che, a partire dal 1° gennaio 2013, l’imposta di bollo su irà un rincaro e non sarà più a carico della banca, ma dei clienti stessi.

È bene ricordare che il cliente ha a disposizione 60 giorni di tempo, dal momento dell’avvenuta ricezione dell’informativa, per recedere dal contratto. Questo aspetto non è da sottovalutare, in quanto sono presenti alcuni istituti di credito che hanno deciso di mantenere invariate le disposizioni in materia di imposta di bollo e di continuare a pagare la tassa per i imposta di bollopropri clienti.

I risparmiatori italiani potrebbero quindi considerare l’eventualità di trasferire i propri risparmi in una di queste banche. Tra di esse troviamo, ad esempio, Bcc for Web, un istituto che offre servizi di conti deposito online davvero vantaggiosi. Uno di questi è Web Open, un conto deposito libero, a interessi anticipati e con zero costi di gestione, che riguardano – ovviamente – anche l’imposta di bollo.



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