Titolo Unicredit: le strategie dei soci privati

ricapitalizzazione-UnicreditIl 9 gennaio è partita la ricapitalizzazione del titolo Unicredit che si concluderà venerdì 27 gennaio. L’annuncio dell’operazione, fatto all’inizio del mese, aveva provocato un vero e proprio crollo del titolo in Borsa che ha perso circa il 38%. Ora l’aumento di capitale di 7 miliardi e mezzo è quasi giunto in porto e non è escluso che abbia attirato nuovi soci, visto che il titolo Unicredit si è presentato come molto conveniente per gli investitori. Pare che il progetto possa interessare Della Valle, ma anche Polegato (Geox) e Malacalza che potrebbero divenire nuovi soci Unicredit.

Dopo il 27 gennaio probabilmente si vedrà ridisegnata la mappa dei soci vecchi e nuovi che avranno maggiore o minore influenza secondo le opzioni. Per il momento chi ha fatto la parte del leone è stato Aabar Investments, il fondo sovrano di Abu Dabi che ha sottoscritto globalmente il suo 4,9% e ha rastrellato altri diritti di opzione che gli permetteranno a operazione conclusa di raggiungere il 6,5% e di divenire il primo socio.

Questo notevole aumento del possesso di titoli Unicredit potrebbe anche portare in primavera a dei mutamenti dei vertici che dovranno essere rinnovati; si vocifera anche di una richiesta di vice presidenza.

Se Aabar ha visto nell’operazione un investimento ghiotto, diversamente si sono comportati gli altri fondi esteri che hanno diminuito la loro presenza, come la Libyan Investment Authority che passerà dal 2,5% a circa 1,5% e la Banca Centrale Libica in discesa dal 4,9% al 2,8%.

Anche i soci Unicredit privati hanno puntato al ribasso partecipando solo parzialmente all’aumento di capitale. La famiglia Pesenti che rappresenta Italimmobiliare-Italcementi ha sottoscritto solo il 30% delle nuove azioni, mentre i Ligresti di Fondiaria SAI non hanno opzionato nulla e vedranno diminuire la loro quota di partecipazione. I Maramotti, che ora detengono l’1, 22% hanno partecipato alla sottoscrizione di titoli Unicredit solo per lo 0,66% e scenderanno a una percentuale dell’1% circa. Tra i soci italiani sembra che solo Del Vecchio abbia sottoscritto in toto i titoli.

Anche la maggior parte di enti e fondazioni possessori del titolo Unicredit non hanno dimostrato grande entusiasmo di fronte alla ricapitalizzazione e vedranno anche loro calare le quote con le quali sono presenti nell’istituto di credito.
Cariverona passerà dal 4,2% al 3,51%, diminuzione anche per Manodori che si ridurrà allo 0,5%, mentre Banco di Sicilia ha deciso di vendere i diritti di opzione per poi reinvestire gli utili e in questo modo scenderà allo 0,32% del capitale. Carimonte per finanziarsi è ricorso a un prestito di titoli Unicredit cedendone un 1,6% e ora ha a disposizione solo un 1,3%.
Chi manterrà invece la sua quota di capitale è Crt. I soci che hanno sottoscritto per intero sono CrTrieste e Cassamarca



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