Mercato immobiliare USA: +5%, un risultato inaspettato
Il 2012 comincia all’insegna di un positivo miglioramento per il mercato immobiliare statunitense. Dopo la bufera del periodo 2007/2010 in cui il settore era stato artificialmente gonfiato del 14% – secondo quanto riportato dalle stime della National Association of Realtors – quest’anno il mercato immobiliare sembra aver ritrovato uno slancio positivo.
Il dato arriva dalla National Association of Home Builders, che misura la fiducia dei costruttori nelle condizioni di mercato. L’indice del mercato immobiliare NAHB ha mostrato un rialzo nel mese di gennaio di 25 punti rispetto ai 21 registrati nel mese precedente, assestandosi su livelli molto superiori rispetto alle attese degli economisti. Una tale crescita del settore non si riscontrava addirittura dal giugno 2007.
Il 2011 aveva visto rimbalzare i prezzi delle case americane con valori altalenanti fino a novembre; come confermato da analisi condotte dalla RE/MAX National Housing Report, successivamente il mercato immobiliare degli Stati Uniti aveva registrato una decisiva impennata nella vendita di immobili. In gran parte dovuto ad un minor volume di pignoramenti, il numero di case in vendita è sceso per il 18° mese consecutivo, ed è ora del 25,7% inferiore rispetto allo scorso anno.
I prezzi delle case sono rimasti per lo più inalterati rispetto a quelli rilevati a novembre 2011 e questo ha fatto sì che le compravendite di immobili restassero all’interno di un range piuttosto regolare.
Le vendite dello scorso dicembre hanno invece sorpreso molti analisti con un’impennata verso l’alto fino a raggiungere il tetto del 5,7%. Secondo Margaret Kelly – CEO di RE/MAX – “questo salto in avanti registrato a dicembre potrebbe essere dovuto ad un maggiore coinvolgimento degli investitori. Infatti, grazie a prezzi pari o prossimi al livello minimo di mercato e tassi di interesse altrettanto storicamente bassi, i consumatori stanno trovando un reale valore in questo mercato”.
Inserito in venerdì, febbraio 3rd, 2012
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Nei giorni scorsi il valore delle azioni Apple ha raggiunto livelli record: gli indici azionari dell’azienda hanno fatto registrare infatti una serie di rialzi che hanno portato il valore di ogni singola azione a sfiorare i 400 dollari, per una capitalizzazione complessiva che sfiora i 400 miliardi di dollari.
Vediamo insieme gli andamenti della Borsa di Milano nell’ultima settimana. Nella giornata di apertura della Borsa di lunedì 23 gennaio scorso, il mercato ha chiuso con un indice Ftse Mib pari a + 1,76% raggiungendo 15.907 punti mentre l’indice Ftse All share ha raggiunto quota 16.843 con rendimento a + 1,92%.
I mercati finanziari nell’ultima settimana hanno avuto un andamento contrastante : dopo un buon inizio le varie borse hanno perso progressivamente un po’ di verve, chiudendo venerdì con il segno negativo.
Il naufragio della Costa Concordia ha avuto pesanti ripercussioni negative sul titolo azionario del gruppo Carnival, proprietario di Costa Crociere. La società avente sede a Miami è quotata sui listini americani, sul Nyse di New York e alla Borsa di Londra, vale a dire su alcune delle più importanti piazze finanziarie del mondo.
La settimana economica è cominciata con il timore che il taglio di Standard & Poor’s, effettuato venerdì scorso, si ripercuotesse sull’andamento dei mercati finanziari. Un rating portato a BBB+ per l’Italia, a cui è seguito, a metà della settimana appena conclusa, l’annuncio da parte dell’agenzia Fitch sulla possibilità di un loro taglio di due notch.
L’apertura dei mercati di lunedì scorso è avvenuta con la preoccupazione che i titoli della Borsa di Milano potessero subire un pesante contraccolpo derivante dal taglio effettuato da Standard & Poor’s e che ha abbassato il rating dell’Italia a BBB+.
Lo spread è un termine usato, ma ultimamente sarebbe meglio dire abusato, in economia, ed il suo significato è estremamente semplice.
In inglese spread significa ‘differenza’, e non ha un’accezione univoca, per cui quando si parla di andamento spread tra Btp e Bun si intende la differenza tra i rendimenti dei Titoli di Stato Poliennali a 10 anni italiani, rispetto agli omonimi tedeschi.
L’anno che si è appena concluso è stato caratterizzato da una accentuazione della crisi, che sta avendo pesanti ripercussioni sull’economia mondiale. Quasi tutte le borse del globo hanno avuto andamenti significativamente negativi e Borsa Milano, anche per la recente identificazione della crisi con il nostro paese, figura fra le piazze che hanno sofferto di più.