Negli ultimi nove mesi una serie di motivi tra cui un enorme debito pubblico e una mancata politica di crescita, ha fatto si che i mercati internazionali riponessero sull’Italia una scarsa fiducia per il futuro. Tutto ciò ha portato, come purtroppo stiamo costatando, non solo ad una dura manovra finanziaria emanata dal Governo Monti ma anche e soprattutto a una continua pressione che puntualmente si ripete ogni giorno sulla nostra borsa e sui i titoli di stato italiani. Paradossalmente questa situazione può essere sfruttata positivamente da ogni singolo cittadino che investendo su i titoli di stato italiani otterrebbe sicuri vantaggi economici sia nel breve sia nel lungo periodo e questo grazie a tassi di rendimento che si fanno sempre più alti, come indicato dall’ormai famigerato spread. Cerchiamo dunque di capire come e su quali titoli di stato conviene investire i nostri risparmi in questa fase.
Cominciamo col dire che i titoli di stato sono obbligazioni emesse dal Governo italiano per battere cassa e quindi per non essere schiacciato dal debito pubblico. Rappresentano probabilmente la tipologia di investimento più sicura in quanto prevedono come contraente lo Stato.
Prevedono un rendimento che può essere elargito sostanzialmente con due modalità:
- Scarto di emissione, ossia la differenza tra valore nominale e il prezzo d’acquisto;
- Cedole, ossia durante la vita del titolo sono corrisposti dei pagamenti di cedole fisse o variabili.
L’acquisto dei titoli di stato può essere eseguito tramite sottoscrizione durante le aste al momento dell’emissione oppure tramite un intermediario finanziario.
I titoli di stato vengono suddivisi in base alla durata e sostanzialmente possono essere a breve termine, a medio e lungo termine.
I titoli su cui si concentrano maggiormente i risparmiatori sono due: i BOT e i BTP. I Bot (Buoni Ordinari del Tesoro) sono titoli di stato a breve termine in quanto presentano scadenze a 3, 6 e 12 mesi. Non prevedono la possibilità di pagamento tramite cedola. Ovviamente il fatto stesso che sia di breve durata da un lato offre maggiori margini di sicurezza mentre dall’altro non potrà proporre rendimenti e guadagni elevati. Vale però la pena sottolineare che nel 2011 si sono raggiunti tassi superiori al 6% suscitando nei confronti dei Bot un interesse da parte dei risparmiatori italiani che non si vedeva dalla seconda metà degli anni novanta. Per coloro che sono interessati ad investire in BOT italiani occorre far presente che l’ultima asta per quelli a 6 mesi ha visto un tasso di rendimento ridisceso al 3,05%.
I BTP ( Buoni Poliennali del Tesoro) sono titoli di stato con scadenza a medio e lungo termine, possono essere a 3, 5, 10, 15 e 30 anni e prevedono cedole fisse semestrali. A differenza dei Bot, i Btp hanno un margine di rischio maggiore dato appunto dalla durata ma ovviamente presentano tassi rendimento decisamente migliori. I tassi attualmente offerti fanno molto gola agli investitori di tutto il mondo visto che sono partiti dal 4,80% di inizio 2011 passando per un picco del 7,50% registrato a Novembre fino ad attestarsi all’attuale 6,25%. Decisamente un buon investimento visto che tra l’altro sono legati ad un paese affidabile come il nostro che, malgrado tutto, nei momenti di grossa difficoltà è sempre riuscito a dare il meglio di sé.
Oltre ai BOT e ai BTP esistono altri titoli di stato che per diversi motivi hanno meno successo tra i risparmiatori e sono:
- CCT (Certificati di credito del Tesoro) titoli a sette anni con tasso variabile e cedole semestrali;
- CTZ (Certificati del tesoro zero coupon) titoli a 24 mesi privi di cedole;
- BTP€i - si tratta di buoni del tesoro poliennali indicizzati sul tasso di inflazione europeo.
In conclusione possiamo senza dubbio consigliare di investire sia in BOT sia in BTP, in quanto offrono in questo momento ottimi tassi di rendimento nonché un margine di rischio decisamente minore rispetto ad altre tipologie di investimento.
Inserito in venerdì, gennaio 27th, 2012
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L’oro costituisce il bene rifugio per eccellenza, a differenza di quanti pensano che il bene rifugio vada cercato nel mattone.
La spiegazione è molto semplice: è molto più liquido, ha un mercato senza confini internazionali, e non è soggetto a regimi di tassazione più o meno penalizzanti, a differenza degli immobili, senza tralasciare che è utilizzato anche per i contratti futures ed altri contratti derivati in generale.
Una cosa abbastanza evidente è il legame dell’andamento dell’oro con quello dei mercati azionari: tanto più le borse diventano inaffidabili, tanto più il mercato dell’oro diventa appetibile.
Le difficoltà che hanno attraversato nel 2011 i titoli finanziari hanno quindi evidentemente sostenuto quanti consigliavano di investire in oro, e con la chiusura dell’anno è possibile fare alcune valutazioni.
Anche nel 2011 il mercato dell’oro ha chiuso in modo positivo, con un apprezzamento complessivo, su base annua, del 10%, raggiungendo nel mese di Settembre il massimo storico: si tratta del prezzo di 1920,30 dollari all’oncia
Non si è trattato di un fenomeno relegato solo agli ultimi anni, o agli anni della crisi, dal momento che con la chiusura del 2011 è stato ottenuto l’undicesimo anno positivo (ovvero in guadagno), per questo metallo prezioso.
Tuttavia osservando l’andamento del mercato dell’oro nel corso di tutti i 12 mesi appena trascorsi, non si può non constatare che gran parte del terreno è stato guadagnato nei primi 9 mesi dell’anno.
Negli ultimi tre mesi l’oro ha mostrato anche dei sostanziosi cambi di trend, mostrando una performance decisamente in rosso, con 6 sedute negative consecutive, prima di riguadagnare terreno.
Tuttavia il rendimento registrato, in media nell’ultimo trimestre si è fermato ad un modesto 3,4%.
Le ragioni sono da individuare nell’aumento delle incertezze e nelle previsioni di un apprezzamento del dollaro, senza tralasciare le spinte inflattive ancora in forte crescita, che proprio allo scadere del 2011 hanno spinto la maggior parte degli investitori a monetizzare i guadagni chiudendo le proprie posizioni di investimento.
Che cosa ci si deve aspettare per il 2012? Dai segnali che il mercato oro ha dato nei primi giorni del nuovo anno, non si dovrebbero registrare dei bruschi cambiamenti di trend, dal momento che recentemente la sua quotazione è tornata a raggiungere i massimi rispetto alle ultime due settimane precedenti.
D’altra parte le tensioni tra Iran e Stati Uniti non sono destinate ad esaurirsi come un fuoco di paglia nel giro di pochi giorni, così come la crisi del debito sovrano dell’Europa.
Nei prossimi mesi già si dovrà conoscere il destino della Grecia, ma anche le voci che la Spagna potrebbe essere costretta a chiedere aiuti internazionali per aiutare il proprio sistema bancario, destabilizzano i mercati finanziari.
Tutti fattori che non possono che spingere ancora ad investire in oro, almeno per la prima parte dell’anno, periodo durante il quale si stima che le quotazioni avranno un trend positivo.
Inserito in martedì, gennaio 24th, 2012
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Poste italiane propone già da tempo prodotti finanziari che si sono dimostrati molto buoni e sopratutto agevoli per le persone che vivono in zone non densamente popolate ma anche per i giovani e per le persone anziane.
Oggi Poste italiane offre una serie di opzioni che riguardano gli investimenti, primo tra tutti i “Buoni Fruttiferi Postali”, tra i prodotti finanziari più a basso rischio, vengono emessi da Cassa depositi e prestiti e sono prodotti garantiti dallo stato, collocati in esclusiva da Poste Italiane.
I Buoni fruttiferi postali si dividono in:
- Buoni fruttiferi postali a 18 mesi, sono investimenti su breve periodo e assicurano, oltre al rimborso del capitale investito, un rendimento certo e competitivo. L’importo minimo sottoscrivibile è di 50 euro per i buoni in forma cartacea e di 250 euro per quelli in forma “dematerializzata”.
- Buoni fruttiferi postali Ordinari, hanno durata massima di 20 anni e possono essere sottoscritti sia fisicamente che virtualmente. Ogni anno viene fissato un tasso di interesse nominale annuo che viene capitalizzato fino a scadenza. Gli importi minimi sono gli stessi dei buoni a 18 mesi.
- · Buoni Fruttiferi Postali indicizzati a Scadenza, è uno dei prodotti più giovani della gamma e offrono una crescita del capitale, senza rinunciare alle garanzie dei buoni ordinari. Questi buoni hanno una durata massima di 5 anni e possono essere sottoscritti solo virtualmente.
- Buoni Fruttiferi Postali BFP-Premia, sono dei prodotti adatti a chi cerca un rendimento extra, hanno una durata massima di sette anni e possono essere sottoscritti esclusivamente in forma de materializzata.
Sono presenti anche piani di risparmio attraverso i buoni postali esclusivamente dedicati ai Minori; infatti l’offerta dei Buoni Fruttiferi Postali è molto ampia e si adatta alle necessità di ogni tipo di cliente.
Un’altra soluzione per gli investimenti presso Poste italiane è rappresentata da tutta la gamma dei titoli di Stato:
BOT (Buoni Ordinari del Tesoro)
BTP (Buoni del Tesoro Poliennali)
CCT (Certificati di Credito del Tesoro)
CTZ (Certificati del Tesoro a Zero coupon)
Questa soluzione è particolarmente adatta a chi non ha una banca vicino casa e non vuole spostarsi.
Inoltre, presso gli uffici postali è possibile anche sottoscrivere Obbligazioni strutturate e Obbligazioni a tasso fisso, oppure i Fondi che sono soluzioni di investimento che si suddividono in: risparmio, fondi immobiliari e a formula.
I Fondi BancoPosta sono soluzioni semplici che permettono di diversificare gli investimenti e di fare scelte in cui ti riconosci. Possono essere obbligazionari, azionari o bilanciati.
I Fondi a Formula sono fondi comuni di investimento il cui rendimento è calcolato applicando una formula prestabilita che stabilisce criteri di calcolo oggettivi e non modificabili.
Infine i Fondi Immobiliari, sono prodotti di investimento che investono esclusivamente o prevalentemente in beni immobiliari, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari.
Inserito in lunedì, febbraio 21st, 2011
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Fineco, la prima banca diretta di trading online in Italia, presenta il suo nuovo minisito dedicato al trading online, suddiviso in quattro sezioni:
- Trading online
- Mercati
- Piattaforme trading
- Mobile trading
Il nuovo minisito Fineco è stato pensato per rendere più semplice e rapida la consultazione della piattaforma dedicata al trading online offerta da FinecoBank.
Ognuna delle quattro sezioni del minisito Fineco sintetizza in modo semplice e chiaro la gamma di servizi offerti da FinecoBank riguardanti il trading online.
Fineco è la banca online n.1 in Europa per il trading, grazie alla soddisfazione rilevata dai propri clienti, ai migliori servizi di trading online, investing e banking e alle sue condizioni molto vantaggiose.
FinecoBank permette di fare trading globale su azioni, ETF, futures, opzioni, forex, valute, obbligazioni e fondi dei principali mercati mondiali.
Grazie alla sua nuova piattaforma tripartita, Fineco offre un conto unico, semplice e sicuro. Le piattaforme Web trading, PowerDesk2 e Mobile trading soddisfano qualunque tipo di esigenza ed operatività sui mercati finanziari.
La nuova piattaforma Fineco, oltre ad un servizio di assistenza, offre una panoramica dettagliata e un costante aggiornamento quotidiano, opportuni grafici riepilogativi che descrivono in modo accurato l’andamento del titolo di borsa, news e una serie di informazioni utili.
Inoltre, con le tre piattaforme Fineco, privacy e sicurezza sono garantite grazie al mobile trading col quale si può fare trading, accedere al proprio conto e controllare le quotazioni di borsa, in tempo reale, anche via cellulare, palmare, BlackBerry o iPhone.
Inserito in lunedì, luglio 20th, 2009
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Gli Unicredit Shareholders, ovvero gli azionisti Unicredit, sono stati convocati da Unicredit in Assemblea Ordinaria e Straordinaria a Roma, presso Palazzo de Carolis, il 28 aprile 2008 ed eventualmente, relativamente alla parte straordinaria, il 29 aprile e l’8 maggio nello stesso luogo.
Ecco l’ordine del giorno previsto per la riunione degli Unicredit Shareholders, per quanto riguarda la Parte Ordinaria:
- Presentazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2007, corredato dalle Relazioni del Consiglio di Amministrazione e della Società di Revisione; Relazione del Collegio Sindacale. Presentazione del bilancio consolidato;
- Destinazione dell’utile di esercizio;
- Piano 2008 di Incentivazione di Lungo Termine per il Top Management del Gruppo UniCredit;
- Piano di Partecipazione Azionaria per tutti i Dipendenti del Gruppo UniCredit;
- Nomina di Amministratori;
- Determinazione del compenso spettante ai Membri del Consiglio di Amministrazione;
- Modifiche degli articoli 1, 2, 8, 9, 18, 19 e 20 del Regolamento Assembleare di UniCredit S.p.A;
- Assunzione a carico della società del compenso del Rappresentante degli azionisti di risparmio;
- Autorizzazione ad attività concorrenti ai sensi dell’art. 2390 del Codice Civile.
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Inserito in venerdì, aprile 18th, 2008
Sotto Banche e Istituti di Credito, Finanza, Borsa, Investimenti | Nessun commento
Il confine tra enti pubblici e imprese private diventa ogni giorno più sottile.
Molte pubbliche amministrazioni svolgono ormai da anni una vera e propria attività d’impresa: vendono beni e servizi sul mercato e sono pertanto definite imprese pubbliche.

Se da un lato è importante sottolineare che queste imprese non hanno per fine principale il lucro, non si può nemmeno ignorare il fatto che esse si muovano all’interno di un vero e proprio mercato concorrenziale: il mercato dei servizi pubblici. Leggi l’intero articolo »
Inserito in mercoledì, febbraio 27th, 2008
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In un mercato finanziario maturo come quello italiano che offre moltissime possibilità d’investimento, i risparmiatori che vogliono ottimizzare i risultati dall’investimento del loro patrimonio possono rivolgersi alle banche per trovare la soluzione migliore per le loro esigenze. Questo tipo di servizio prende il nome di gestione patrimoniale.
Le gestioni patrimoniali sono prodotti finanziari di origine anglosassone e nascono per curare gli interessi di investitori con ingenti capitali.
In Italia la pratica delle gestioni patrimoniali assume forme diverse e in particolare è rivolta anche ai piccoli risparmiatori.
Nelle gestioni patrimoniali, il gestore traccia un profilo del patrimonio del cliente, e in particolare della sua capacità e tolleranza al rischio, poi, sulla base di tale profilo, definisce insieme al cliente gli obiettivi di investimento. Infine egli crea un portafoglio che corrisponda agli obiettivi prefissati.

Esempio:
un cliente può decidere di investire il 20% del suo patrimonio in azioni, e il restante 80% in obbligazioni; all’interno di queste decisioni il gestore opera autonomamente informando periodicamente il cliente del rendimento ottenuto.
Riguardo agli strumenti finanziari utilizzati, si distinguono 3 tipi di gestione patrimoniale:
- Gestione patrimoniale amministrata: la gestione acquista singole azioni e obbligazioni;
- Gestioni patrimoniali di fondi: la gestione acquista fondi comuni azionari e obbligazionari;
- Gestioni patrimoniali in sicav: la gestione investe in sicav.
Per il servizio di gestione il cliente sostiene i seguenti costi:
- Commissioni di gestione della gestione patrimoniale;
- Commissioni di performance della gestione patrimoniale;
- Commissione di sottoscrizione e di uscita dalla gestione.
Per sapere tutto sulle gestioni patrimoniali visita il sito.

Inserito in giovedì, dicembre 13th, 2007
Sotto Gestione Patrimoniale, Investimenti | Nessun commento
Ing Direct, la banca online più grande del mondo, offre servizi bancari a prezzi ridotti e con tassi di interesse tra i più competitivi del mercato.
Nel settore degli investimenti online Ing Direct ha ideato una gamma di investimenti con l’obbiettivo di soddisfare i clienti con profili economici differenti.
Gli Investimenti Arancio sono stati ideati per mettere in condizione tutte le tipologie di investitori di scegliere investimenti adatti al loro profilo.
Ma sono ideali anche per chi vuole diversificare il portafoglio dei suoi investimenti online creando un equilibrio tra quelli ad alto rischio e quelli a basso rischio.

La gamma degli investimenti online comprende:
Per usufruire degli Investimenti Arancio ti occorre avere un Conto Arancio dal quale vengono prelevati i soldi che decidi di investire.
I tuoi guadagni poi verranno versati nuovamente sul tuo Conto Arancio e deciderai autonomamente se reinvestirli oppure no.
Le operazioni di trading online da te richieste verranno effettuate entro 3 giorni lavorativi dopo la tua richiesta che avrai eseguito con l’accesso all’area riservata ai clienti sul sito di Ing Direct.
Tutti gli Investimenti Arancio hanno bassi costi operativi, sono trasparenti, convenienti, sicuri, e si adeguano alle esigenze più diverse.

Inserito in martedì, novembre 13th, 2007
Sotto Banche e Istituti di Credito, Investimenti, Investimenti online, Privati | Nessun commento
Chi possiede dei risparmi, piccoli o grandi che siano, spesso decide di investirli per incrementarne il valore.
Il mondo degli investimenti è stato rivoluzionato dalla diffusione capillare dell’internet nella nostra società, e il nuovo settore degli investimenti online registra ogni anno una rilevante espansione.
Ma come si investe online? Quanto costa?

Investire online i proprio soldi è possibile tramite le banche online che stanno nascendo negli ultimi anni.
Alcune hanno già una forte reputazione e stanno acquisendo una quota di mercato sempre più grande.
Le banche online operando su internet riescono ad abbattere le spese di gestione e propongono diverse opportunità di investimento offrendo condizioni economiche vantaggiose.
Per gli investimenti online l’aspetto della sicurezza è al centro dell’attenzione sia da parte degli investitori e di conseguenza da parte delle banche che puntano alla soddisfazione del cliente.
Si spiega in questo modo la continua crescita del settore che offre quindi vantaggi economici e anche vantaggi di tempo dato che gli investitori effettuano tutte le loro operazioni di trading dal sito web della banca online e possono monitorare l’andamento dei loro investimenti.

Esistono diversi tipi di investitori, ognuno di essi cerca l’investimento che più si addice al suo profilo.
Alcune banche online affiancano ai loro clienti dei consulenti finanziari esperti che consigliano agli investitori meno esperti quali investimenti online sono adatti al loro profilo economico.
Investire online vuol dire far aumentare il valore del tuo capitale facendo operazioni di trading comodamente da casa, con l’aiuto degli esperti del settore e in tutta sicurezza.
Inserito in martedì, novembre 13th, 2007
Sotto Finanza, Borsa, Investimenti, Investimenti online, Privati, Sicurezza Informatica | Nessun commento