Archivia per il 'Leasing' Categoria

Leasing immobiliare con UniCredit Leasing

Il contratto di leasing prevede che un soggetto utilizzi un certo bene dietro pagamento di un canone periodico. Il leasing immobiliare, nello specifico, può essere usato sia per immobili già costruiti che per immobili da costruire.

UniCredit Leasing propone la soluzione ideale per le imprese legittimate a detrarre l’IVA e interessate al finanziamento di immobili ad uso professionale, industriale costruiti o da costruire.

Il contratto proposto da Unicredit Leasing prevede diverse caratteristiche, tra cui: € 100.000 per contratto come importo minimo finanziabile; la possibilità di scegliere tra canoni mensili, bimestrali o trimestrali ma anche di scegliere tra tasso fisso o tasso variabile.

Unicredit Leasing prevede una polizza assicurativa con un’ampia gamma di soluzioni selezionate con lo scopo di offrire le coperture più adeguate sui beni oggetto di leasing.

Questa polizza offre un accurato servizio di gestione dei sinistri, con la possibilità di frazionare il premio e di usufruirne per il pagamento del canone periodico del leasing.

Inserito in martedì, febbraio 15th, 2011
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LEASING, ACQUISTO o NOLEGGIO: Quale Forma di Acquisto o Credito Scegliere

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Nella tabella sono riportate le principali differenze tra il Leasing, l’Acquisto diretto e Rateale, e il Noleggio.

Non vi guideremo nella lettura, date un’occhiata da soli alla tabella di seguito riportata. Evidenzia in modo estreamente chiaro e semplice le differenti formi di acquisto.

Leasing

Acquisto

Acquisto rateale

Affitto o noleggio

Natura/
scopo

Cessione dell’utilizzo a tempo

Acquisto in contanti

Acquisto a credito con pagamento rateale

Cessione dell’utilizzo a tempo

Proprietà

Durante la durata del contratto la proprietà competealla società di leasing e l’utilizzatore ne ha il possesso.
Alla scadenza, a seguito di acquisto, il bene potrà divenire proprietà dell’utilizzatore.

Acquisto, alla definizione del contratto. Il trasferimento della proprietà avviene con la consegna del bene oggetto dell’acquisto o con la trascrizione nei registri fondiari. Acquisto alla definizione del contratto. Il trasferimento della proprietà avviene con la consegna del bene oggetto dell’acquisto o in caso di diritto di riservato dominio, con il pagamento dell’ultima rata.

Nessun intento di trasferimento della proprietà

Anticipo

Un canone, il cui importo è da stabilire e concordare tra società di leasing e utilizzatore

Nessuno

Generalmente anticipo del 25%-30% sul prezzo di acquisto

Nessuno

Durata

Minima 2 anni per autovetture, fino a 12 anni per immobili

-

24-30 mesi, massima durata legale per clienti

In genere indeterminata, redimibile

Stabilità delle rate

Rate di leasing fisse o indicizzate

-

Rate fisse

È possibile l’adeguamento del canone

Liquidità iniziale

Non necessaria

Necessaria

Limitatamente necessaria

Non mecessaria

Diritto di
riservato dominio

No

No

No

Inserito in domenica, ottobre 29th, 2006
Sotto Credito, Finanziamenti, Leasing | Nessun commento

Cos’è il Leasing? Breve Descrizione di Una Forma Di Finanziamento Sempre Più Diffusa

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Il leasing è un finanziamento a medio termine che risponde all’esigenza della clientela di acquisire la disponibilità di beni mobili e immobili, strumentali all’esercizio della attività imprenditoriale o privata.
Grazie alla flessibilità del prodotto e ai benefici fiscali previsti dalla attuale normativa, il leasing rappresenta un’alternativa vantaggiosa rispetto all’acquisto diretto e ad altre forme di finanziamento come l’acquisto rateale.
Dal punto di vista giuridico, il contratto di leasing è un contratto di locazione di beni mobili o immobili. Il locatore fa costruire o acquista il bene oggetto del contratto, su scelta ed indicazione del Locatario (cliente), e rimane proprietario del bene per tutta la durata del contratto. Il cliente detiene il possesso del bene, ne ha diritto di godimento e assume tutti i rischi.
Alla fine del contratto il cliente può diventare proprietario del bene, mediante versamento di un prezzo prestabilito (riscatto).

Inserito in domenica, ottobre 29th, 2006
Sotto Finanziamenti, Leasing | Nessun commento

TAN e TAEG: cosa sono e come influiscono sul credito

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Cos’è e quanto influisce sulle tasche dell’utente il TAG e il TAEG?

Tan e Taeg, due termini ‘strani’, ma che sono entrati nella vita di tutti attraverso la pubblicità, i cartelloni e gli annunci di prodotti acquistabili a rate. Ma se ognuno di noi sente o legge almeno una volta al giorno queste parole, non tutti sanno cosa significano e, soprattutto, quel è la loro importanza.

Innanzi tutto è necessario determinare la differenza tra le due voci.

- il Tan è il tasso annuo nominale, che analizza solo il tasso di riferimento delle rate

– il Taeg è il tasso annuo effettivo globale) include nel calcolo tutti gli oneri, anche quelli accessori quali istruzione pratica, spese ed altro.

In tutte le offerte, il Tan risulta e viene specificato in maniera chiara e visibile. Molto meno evidente è la forma sotto la quale viene comunicato il Taeg che, anche se per legge deve sempre comparire o essere nominato, in genere viene relegato all’ultima parte dello spot – quella pronunciata più velocemente – oppure in un angolino del cartellone pubblicitario, con una grafica piccolissima e caratteri minuscoli.

Bisogna fare molta attenzione a queste due voci quando si chiede un finanziamento o si decide di acquistare qualcosa a rate: infatti la presenza di questi oneri può far cambiare notevolmente il tasso dell’operazione, vale a dire la cifra che ciascuno andrà a pagare alla società o alla banca che gli ha concesso il finanziamento.

Il criterio per calcolare il Taeg è fissato dalla legge ed è rappresentato da una formula: esso risulta dal confronto della somma netta effettiva ottenuta in prestito con l’esborso complessivo dovuto per la restituzione.

La somma netta reale è ciò che resta del prestito ottenuto dopo che sono state sottratte le varie spese per istruttoria, avvio della pratica, assicurazione vita. Per determinare i costi, invece, le voci prese in considerazione sono la rata mensile costante di rimborso maggiorata delle relative spese di incasso. Partendo da questi valori ed applicano la formula, si ricava il valore cercato.

Tenetene di conto, è una chiave di lettura fondamentale per capire come vengono calcolati gli importi dei crediti ed aiutarvi nelle scelte.

Inserito in venerdì, ottobre 27th, 2006
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GARANZIE, AFFIDABILITÀ E PRIVACY DI UN CREDITO

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GARANZIA, AFFIDABILITA’ E PRIVACY DI UN CREDITO: Sono questi tre fattori molto importanti quando si parla di credito. Cerchiamo di capire come possiamo analizzarli e valutarli.


Banche, istituti di credito e società finanziarie che prima si servivano delle cosiddette ‘centrali rischi’ (un sistema di raccolta nel quale sono archiviate le informazioni sulla solvenza dei clienti delle banche, un archivio nel quale vengono inseriti i dati di tutti coloro che risultano esposti con le banche oltre una determinata cifra e di coloro che risultano incapaci di far fronte ai debiti verso il sistema bancario per qualsiasi tipo di finanziamento), per raccogliere informazioni sui consumatori che chiedevano un finanziamento, dal primo gennaio 2005 fanno riferimento ai Sistemi di informazioni creditizie (Sic), per il cui uso il Garante della privacy ha varato un codice deontologico per finanziamenti e credito al consumo.

Il documento, sottoscritto dalle associazioni del settore con la collaborazione delle associazioni dei consumatori e l’approvazione del Garante della privacy, riporta le regole che devono essere rispettate sia dalle società che raccolgono e conservano i dati che dalle banche, dalle società finanziarie o dalle società di leasing che li consultano.

I Sic in sostanza sono banche dati ad ampio accesso, costituite per verificare l’affidabilità, la puntualità nei pagamenti, il rischio di sovraindebitamento e le eventuali situazioni di morosità. Ad esse accedono vari operatori finanziari prima di concedere un prestito, un mutuo o un finanziamento.

Proprio per la delicatezza dell’argomento e per evitare che errori o dati inesatti danneggino i consumatori, è stato redatto il codice le cui regole stabiliscono la liceità e la correttezza dei trattamenti di dati personali effettuati dalle società e dai soggetti privati che gestiscono centralmente i sistemi di informazioni creditizie.

In particolare, il codice ha introdotto importanti garanzie sulla maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori attraverso una modulistica più chiara e semplice, una maggiore precisione dei dati e l’uso di questi solo ai fini del credito e non, ad esempio, per fare marketing o ricerche di mercato, tempi più lunghi per segnalare le ‘morosità’ (nei sistemi in cui sono registrati solo i consumatori che sono in ritardo nei pagamenti, dopo 4 mesi o in caso di mancato pagamento di 4 rate, nelle altre ‘centrali rischi’ comunque soltanto dopo due mesi o rate di ritardo, in modo da evitare anche registrazioni di dati causate da errori o disguidi) e per conservare nei sistemi i dati positivi e negativi. Inoltre le richieste di credito vengono conservate in rete per non oltre 180 giorni. Se la richiesta non è accolta o è oggetto di rinuncia i dati possono essere conservati per 30 giorni. Le rate successivamente regolarizzate, vengono cancellate dopo un anno, per ritardi fino a due rate, e dopo due anni, per ritardi superiori poi sanati, mentre le informazioni su inadempimenti non regolarizzati, possono essere conservate fino a tre anni.

Ancora il codice non risulta ben conosciuto da molti cittadini.

Tuttavia, il credito al consumo interessa ad oggi un italiano su due invitiamo chiunque abbia un credito a dare una nuova occhiata al proprio contratto e verificare l’applicazione di tale codice da parte dalla struttura finanziaria con la quale ha attivato la pratica.

Inserito in venerdì, ottobre 27th, 2006
Sotto Conti Correnti, Credito, Finanziamenti, Leasing, Privati | Nessun commento

CREDITI PER GLI ACQUISTI

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Compri oggi e paghi quasi quando vuoi. E se non hai i soldi, che problema c’è?


Esiste più di una soluzione per saldare il debito secondo le modalità più comode e vantaggiose.
E’ questo il messaggio che sempre più frequentemente arriva nelle case degli italiani attraverso spot pubblicitari, maxi offerte e vendite promozionali messe in atto da ogni tipo di esercizio commerciale, dai grandi magazzini ai negozi di elettronica, dai mobilifici alle concessionarie di auto
Si chiama credito al consumo quella forma di finanziamento rivolta alle famiglie in base alla quale una banca o una società finanziaria erogano, a chi ne fa richiesta, una somma di denaro che viene restituita a rate con gli interessi.
Utilizzato inizialmente per acquistare un bene durevole, come l’automobile, con l’andar del tempo il credito al consumo è diventato un mezzo al quale gli italiani fanno sempre più ricorso per acquistare elettrodomestici, telefonini, computer, ma anche vacanze, viaggi e beni di uso quotidiano.

Ma come funziona il credito a consumo e chi può concederlo?
Rientrano nel credito al consumo i prestiti personali, i finanziamenti rateali, le aperture di credito rotativo e le operazioni di cessione del quinto dello stipendio.
Si tratta di un ‘prestito’ il cui importo è compreso tra un minimo di 154,94 e un massimo di 30.987,41 euro e può essere concesso esclusivamente dalle banche, dagli intermediari finanziari iscritti nell’apposito albo tenuto presso l’Ufficio italiano dei cambi e dai commercianti. In questo caso, però, il credito a consumo può essere concesso solo nella forma di dilazione del pagamento del prezzo.
Un utente che vuole chiedere un credito al consumo, deve recarsi presso lo sportello della banca o della finanziaria alla quale ha deciso di rivolgersi, oppure presso il punto vendita di beni e servizi di cui ha bisogno.
E’ necessario, però, tenere presente che il contratto di acquisto di un bene o di un servizio e il contratto di finanziamento sono due, di norma ben distinti.
Il primo riguarda il consumatore e il venditore o il produttore del bene, il secondo riguarda il consumatore e la banca o la finanziaria che eroga il finanziamento. Le parti in causa nell’operazione sono tre: l’acquirente/consumatore, il produttore/venditore e la banca o la finanziaria
Il consumatore, al momento della sottoscrizione del contratto di finanziamento, si assume l’impegno a rimborsare al finanziatore puntualmente le rate, anche nel caso in cui dovessero insorgere problemi o disguidi tra il consumatore e il venditore del bene.


Fate quindi attenzione quando attivate una pratica di finanziamento state facendo un contratto non con chi vi vende il bene ma con una struttura finanziaria. E’ fondamentale in tal caso verificare la serietà della struttura ed eventualmente contattarla direttamente.

Inserito in venerdì, ottobre 27th, 2006
Sotto Credito, Finanziamenti, Leasing, Prestiti | 1 commento