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Aumentano i Tassi: ecco come si muovono alcune banche

Il recente aumento dei tassi da parte della Banca centrale europea fa sentire i suoi effetti sui mutui immobiliari.
I mutui più convenienti hanno oggi un tasso del 4,55% (mutui a tasso variabile nelle durate da 20 a 30 anni proposti da Bipop Carire), mentre tre mesi fa si potevano spuntare tassi del 4,19%, sempre sul tasso variabile, per durate fino a 30 anni. A dieci e 15 anni le offerte più convenienti sono di Ing Direct, come tre mesi fa, ma il tasso è passato dal 4,19 al 4,60%. Nella durata massima, 40 anni, l’offerta più conveniente è quella degli australiani di Macquarie Bank: 4,98% contro il 4,67% di GE Money Bank di tre mesi fa.

Più stabili i costi dei mutui a tasso fisso. Anzi, rispetto a settembre qui si possono trovare offerte più convenienti. Per esempio, a dieci anni, Popolare italiana offre un finanziamento al 4,74% (contro il 4,77% proposto a suo tempo da Banca di Roma), mentre a 20 anni Cariparma applica un tasso del 4,86%, contro il 5,10% di tre mesi fa di Montepaschi. A 15 e 20 è Cariparma e Piacenza a proporre i migliori mutui, a tassi del 4,81 e 4,86% rispettivamente.

Occorre ricordare che quelli riportati sono soltanto esempi, riferiti a una precisa ipotesi: cambiando l’importo richiesto, e le caratteristiche del richiedente e dell’immobile le condizioni possono mutare.

Inserito in mercoledì, gennaio 10th, 2007
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Da Gennaio Prelevare Contanti dal Bancomat Sarà Meno Caro

Da gennaio prelevare contanti dal Bancomat (su circuito diverso dal proprio istituto di credito) o pagare le bollette tramite banca costerà meno.

Esattamente del 10,67% per le macchine automatiche e del 57% per il cosiddetto Rid veloce. Lo ha reso noto ieri l’Antitrust, secondo gli impegni presi dall’Associazione delle banche italiane (Abi) in seguito all’ istruttoria per possibile intesa restrittiva della concorrenza, avviata il 29 marzo scorso.
Allora il presidente dell’Authority Giuseppe Catricalà, dopo aver messo sotto esame i costi dei conti correnti, aveva fatto scatenare i propri sceriffi per condurre un’indagine sul Bancomat e sugli altri accordi interbancari, come per esempio la domiciliazione delle bollette e dei pagamenti, gestiti da Abi e Cogeban.

Il sospetto del Garante consisteva nella possibilità che le commissioni stabilite dagli istituti di credito per il servizio Bancomat presso sportelli di altre banche e per i pagamento Rid (rapporti interbancari diretti) e Riba (ricevuta bancaria elettronica) venissero fissate a livello associativo al valore massimo di quelle previste nel mondo interbancario.

Tuttavia, anticipando di alcuni mesi la fine dell’indagine che potrebbe durare fino al marzo del 2007, le banche hanno fatto una proposta che sembrerebbe accolta dall’Antitrust. Ma la questione non è affatto chiusa. Infatti, sempre nel comunicato Antitrust, si legge che ci sarà un periodo di 30 giorni per consentire ai protagonisti del settore, tra cui le associazioni dei consumatori, di inoltrare le proprie osservazioni.

Resta comunque valida la data del 24 marzo del 2007 entro la quale il Garante dirà la parola fine.

Non sono dunque esclusi nuovi colpi di scena.

Inserito in sabato, novembre 25th, 2006
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Un mare di Banche: novità all’orizzonte

A voler ben guardare, il panorama bancario italiano ricorda una sorta di gregge alla rovescia, in cui la pecora nera ha prolificato a dismisura e le pecorelle bianche sono rimaste in minoranza.

Ma non mancano gli esempi di istituti che hanno marciato in controtendenza, abbattendo i costi di commissioni e servizi bancari. A cominciare dalle banche che hanno deciso di diminuire i tassi debitori annui: BNL con e-family e Bancoposta, ad esempio, hanno portato i tassi passivi rispettivamente da 11% a 9,50% e da 9,50 a 9%.

Poi, ci sono gli istituti che hanno aumentato il tasso creditore, come si è visto prima. Seguono gli istituti che hanno deciso di eliminare le spese di tenuta conto, come Banca Antonveneta (Conto SYstema Dinamico), e quelli che, per ora, si sono limitati ad abbassarle di qualche euro (da 19,50 a 14,50 euro trimestrali), come il conto Multibenefit ver. 1 di Sanpaolo.

Ma attenzione, anche qui alle spese occulte o nascoste: nel caso del conto di Banca Antonveneta, ad esempio, c’è una voce di spesa di 50 euro per apertura del conto e di 27 euro l’anno a forfait per scritture contabili.

Una speciale nota di merito spetta a tutte le banche che hanno preceduto l’entrata in vigore del decreto Bersani del 4 luglio optando in anticipo per l’eliminazione dei costi di chiusura conto: in precedenza, i costi erano rispettivamente di 100 euro per il Conto SYstema Dinamico di Banca Antonveneta, 120 euro per il Rendiconto di Banca pop Bari, 56,65 euro nel caso di Bper, 50 euro per il Multibenefit (Sanpaolo) e 16 euro per il Conto Celeste di Banca Sella.

Anche Banca Lombarda e Bipop Carire hanno annullato i costi di chiusura dei conti Creso e Qui Conto Semplice. Zero spese anche per i conti di Banca MPS, UniCredit Banca, mentre tutto tace dalle parti di Banca Intesa.

In coda a questa classifica delle banche “virtuose� troviamo gli istituti che hanno abbattuto i costi delle operazioni on line: fare un bonifico via internet costava ai clienti di BNL e di Unipol Banca rispettivamente 65 centesimi e un euro; oggi, in entrambi i casi, l’operazione è gratuita.

Nella stessa direzione si è mossa anche Banca di Roma, che passa dagli 1,50 euro per bonifico del conto Famiglia plus, ai 0,50 e 1 euro del Blulight family rispettivamente per disposizioni domiciliate su Banca di Roma o su altre banche.

Da ricordare poi che We@bank-BPM ha lanciato un sito dedicato solo ai prestiti personali o finalizzati con tassi inferiori alla media, pari a circa il 6.5% medio. Il pay per use.

Pago solo quello che uso
Se la banca continua ad utilizzare il conto corrente come mezzo per “agganciare” nuovi clienti attraverso il conto a pacchetto, la novità è che, oggi, il pacchetto viene confezionato in modo diverso. Senza fronzoli. Senza servizi aggiuntivi (ma non essenziali) che, pur facendo lievitare il costo del canone mensile, spesso non vengono fruiti dal cliente.

In pratica il cliente paga solo per quello di cui ha veramente bisogno perché la logica è quella di una riduzione del costo fissodel conto, anche a zero, a favore dei costi variabili.

Ecco perché tutti i conti a pacchetto all inclusive hanno diminuito le spese di tenuta conto a forfait, usando anche qui il canone come strumento promozionale, con l’idea di fare pagare però di più se la persona usa il conto oltre al pacchetto di operazioni previste.

Ne è un esempio anche l’ultima offerta, e anche l’ultima campagna mediatica con la Gialappa’s, di Sanpaolo, gruppo da sempre piuttosto refrattario a cambiare in favoire di un marketing che privilegia conti correnti a zero spese.

Il gruppo torinese ha lanciato infatti due nuovi conti: Sanpaolo Zerotondo e Contotutto (non considerati nella campione e in fase di analisi) e il primo è il tipico conto gratuito per chi usa l’online. Mentre il secondo è proprio un conto a pacchetto per chi usa molti servizi bancari a canone prefissato.

E qui c’è un primo problema da segnalare: che un conto che propone un canone per un tot di operazioni comprese, può non essere più vantaggioso se, ad esempio, di operazioni se ne fanno molte di più. E dentro la voce “operazione” ci sono anche i prelievi del bancomat, ad esempio e anche le operazioni periodiche che magari è facile dimenticare come il bonifico dello stipendio e il pagamento dei canoni vari.

Non solo: con il conto Genius One di Unicredit Banca, ad esempio, usare un assegno o fare una operazione allo sportello può fare lievitare le spese fino 3,5 euro alla volta. Lo stesso vale per Conto Intesa e Conto Intesa Light, se, ad esempio, si ordinano bonifici periodici che costano anche 4 euro alla volta. Ma anche versare e riscuotere assegni allo sportello è molto caro: da qui l’iniziativa di questi due gruppi bancari di abilitare le filiali con sportelli bancomat multifunzione utilizzabili anche per versare assegni. Stessa idea lanciata, in modo più completo, da BMPS insieme alla Microsoft.

Anche Cr Firenze, dimostra di credere nella formula che riduce il canone fisso: ad agosto ha lanciato Sconto Corrente. Si tratta di un nuovo prodotto auto-segmentante: è il cliente a costruirsi un conto corrente su misura, ritagliando le caratteristiche che meglio si adeguano alle sue caratteristiche.

Il concetto alla base della nuova offerta. Più il cliente usa la banca, più familiarizza con i suoi prodotti, più diminuiscono i costi. In pratica, si parte da un canone di 10 euro al mese (ma l’offerta promozionale prevede un canone di 2 euro al mese fino al 30 giugno 2007), che può arrivare fino a zero.

Banca Mps invece si segnala per la nuova linea Giovani Più, da poco lanciata dall’istituto toscano: comprende tre conti correnti, tutti con bassi costi di gestione (liquidazione e tenuta conto) al prezzo di euro 7,00 trimestrali, e tutti dedicati ai giovani di età compresa tra 18 e 35 anni, ma con caratteristiche diverse: se si tratta di uno studente, il prodotto ad hoc si chiama Giovani Più Studio e permette di accedere ad un Prestito Master a condizioni vantaggiose, con la possibilità di iniziare il rimborso delle rate fino a 12 mesi dopo l’erogazione del finanziamento.

Giovani Più Lavoro, dedicato a tutti i giovani lavoratori, è un prodotto diverso: il prodotto comprende anche sconti e vantaggi per l’iscrizione all’asilo nido. Stesso discorso per Giovani Più Intraprendo, che offre ai giovani imprenditori con meno di 35 anni una consulenza gratuita in materia fiscale e tributaria per la piccola azienda.

Ma c’è anche chi persevera con il conto omnicomprensivo, per esempio BPV Formula, della Banca Popolare di Verona e Novara: in un canone fisso che va da 9,50 euro a 15,50 euro al mese per i “profili� Plus e Valor (ma non per il “base�), comprende sconti su abbonamenti a riviste Mondadori, possibilità di acquistare un pc con un finanziamento a tasso zero (t.a.n. 0 % e t.a.e.g.0%), polizza infortuni-furto-tutela giudiziaria ed “Europ Assistance�, con servizio Medico Nostop e Casa Noproblem.

Alcuni clienti riportano, però, un fatto curioso: dopo aver sottoscritto il conto, si sono visti recapitare a casa, periodicamente, delle comunicazioni della banca relative alla sospensione di una serie di servizi inizialmente compresi nel “pacchetto�.

Per ogni istituto, la strategia del momento è quella di creare l’immagine di una banca giovane, dinamica, capace di offrire al cliente un rapporto sempre più personalizzato: anche perchè il prodotto “preconfezionatoâ€? piace sempre meno e, in tempi di corsa all’ultimo correntista, le banche mostrano gli artigli e moltiplicano le offerte, immettendo sul mercato prodotti sempre nuovi. I motivi sono legati quasi sempre a ragioni di marketing e promozione. Ne è un esempio il conto First di UniCredit Banca che ha messo l’accento sulla “consulenzaâ€?. Si viene poi a sapere da qualsiasi direttore di una filiale della banca che la cosiddetta “consulenzaâ€? è da sempre prevista gratuitamente per qualsiasi tipologia di conto. Ma è davvero utile questa “proliferazioneâ€? di conti correnti? All’UniCredit Banca ammettono che la “profilazioneâ€? dell’utente è arrivata a quota 18 profili o cluster di utenti. Alla BPU dicono, invece, che i profili socio-comportamentali sono 6 per ogni classe di età. Tutto questo mentre tutte le banche sono in una fase di analisi per “profilareâ€? l’utente: da segnalare in particolare l’attività di Credem che ha attivato dal 2003 un sistema web-based per “profilareâ€? l’utente in base a ciò che utilizza e richiede dal sito web della banca e dai servizi di e-banking.
Testi a cura di PierEmilio Gadda

Inserito in domenica, novembre 12th, 2006
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Sul mio Conto Corrente Non pago nemmeno……I conti correnti più vantaggiosi

A quanto risulta a OF-Osservatorio finanziario, la scelta per un conto corrente oggi riguarda in particolare, per i più giovani, un conto completamente gratuito e possibilmente con carta bancomat o di credito. Con cui fare tutte le operazioni usando preferibilmente lo sportello del bancomat e internet oppure il cellulare.

Da qui la novità di un conto-che-non-è-un conto, IWSmile di IWBank. In questo caso si tratta di un conto di pagamento online agganciato a un conto corrente vero (anche diverso da quello della banca del gruppo BPUBanca, magari quello dei genitori), ma che ha una carta prepagata. Per le famiglie, invece, il conto è quasi sempre legato a un altro servizio, come un mutuo ad esempio.

Oppure a un conto di deposito titoli o di gestione dei risparmi. Da qui il successo per alcuni conti correnti, anche in questo caso online, offerti da banche che vengono dal mondo dell’assicurazione (Banca Mediolanum, Banca Fideuram, Unipol Banca e Banca della Rete). Zurich Italia, ad esempio, ha lanciato nel 2005 un proprio conto corrente gratuito per i clienti della sua Sim che sembra riscuotere interesse.

In tutti o quasi i casi sono gli sportelli postali a supportare i servizi legati all’uso di contante che grazie all’uso crescente di carte di debito, pagamento, credito e prepagate tende a essere sempre meno utilizzato.

Anche gli over 60 apprezzano i servizi via Internet, le carte e i conti gratuiti incorporato magari da una polizza assicurativa sulla salute e da altre formule di investimento considerate sicure.

E il futuro? Come avviene già da tempo negli USA le banche che si organizzeranno per prime nell’offrire conti di pagamento, come IWSmile, saranno premiate dalla clientela che, delusa da tassi creditore inesistenti e da spese eccessive, negli anni passati, sono diventati molto esigenti e attenti. Un conto come una carta ricaricabile quindi? Sembrerebbe di sì, verificando anche l’enorme interesse riscontrato in soli tre anni per le carte prepagate che da poche decine sono passate a quasi tre milioni per oltre 40 carte diverse (vedi il prossimo Rapporto di Of sulle prepagate).

La classifica di OF
Se la classifica della migliore banca online segue criteri oggettivi con punteggi segnalati in base a ricerche su gruppi di famiglie medie, quella sui conti correnti è di tipo qualitativo. In base alle diverse scheda aggiornate, è il team di analisi e ricerca di Of-Osservatorio finanziario ad assegnare un punteggio da 0 a 11 (eccellenza).

I punteggi non considerano la qualità dei servizi dispositivi e informativi che si trovano nelle classifiche parziali della Banca amica e della Banca più completa.

In testa alla classifica di “Banca più convenienteâ€? c’è We@bank di BPM, con il conto @me, scelto sia per il tasso creditore che per quello debitore e in particolare per l’insieme di servizi e di costi legati a un conto corrente consolidato al top di questa classifica.

A pari merito il conto di IWBank, seguito al secondo posto da Websella.it, il nuovo conto tutto e solo online del gruppo Banca Sella.

Fineco Bank piazza il suo al terzo posto seguito, al quarto, dal conto di Santander Consumer Bank e da quello di BNP Paribas-BNL.

In quinta posizone il conto corrente di RasBank, Zero Spese, in sesta posizione E-Family di BNL, seguito dal Conto Base di Banco Desio e in ottava posizione da AccordiNET di Credem.

Sembra la classifca di un campionato sportivo…..

Inserito in domenica, novembre 12th, 2006
Sotto Banche Online, Conti Correnti, Conti Correnti online, Privati, Tasse | Nessun commento

Italia ai Primi Posti nello Sport e nelle Tasse

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Non è la classifica degli ultimi eventi sportivi ma la classifica della tassazione di impresa in Europa.
Con il 37,3% il Belpaese si colloca al quarto posto tra i 7 paesi pi� industrializzati del mondo e al secondo posto tra i paesi dell’Unione europea battuta solo dalla Germania con il 38,3%.
E’ quanto risulta da uno studio della società di consulenza Kpmg relativo alla tassazione delle imprese nel periodo dal ’93 al 2006 che prende in considerazione 86 paesi escludendo i cosiddetti paradisi fiscali.
Il bello è che nel frattempo a livello mondiale, nei 14 anni presi in esame, l’aliquota media di tassazione e’ scesa dal 38% del ’93 al 27,1% del 2006.
In particolare, per quanto riguarda l’Europa il calo del prelievo potrebbe essere attribuito ad un aumento della competizione, specialmente dopo l’adesione di 10 nuovi stati membri il primo maggio del 2004.
Basti pensare ad esempio che i paesi baltici, come Estonia, Lettonia e Lituania, hanno adottato una tassazione flat, ovvero piatta.
Significa che un’impresa da quelle parti paga sempre la stessa percentuale di tasse, comunque vadano gli incassi.
In questo caso l’aliquota si aggira sul 12/15%.
Ma va detto che il caso più interessante è altrove.
Infatti il calo maggiore tra i paesi dell’UE è avvenuto in Irlanda, dove il tasso si è ridotto dal 40% del ’93 al 12,5% del 2006.
E non va dimenticato che la riduzione della pressione fiscale irlandese è seguita a ruota dea paesi a forte stato sociale, come Austria e la stessa Germania, che scendono rispettivamente dal 39% al 25% e dal 59,67% al 38,34%.
Certo, anche l’Italia ha tagliato, il prelievo è infatti sceso dal 52,2% al 37,3%.
Ma ci sarebbe ancora parecchia strada da fare.
La classifica mondiale vede al top i paesi del G7 guidati dal Giappone (40,5%) seguito da Stati Uniti con il 40%, la Germania col 38,3%.
Al quarto posto, l’Italia con il 37,3% , seguita dal Canada con il 36,1%.
Chiudono la classifica Francia e Gran Bretagna, rispettivamente al 33,3% e al 30%.

Inserito in venerdì, novembre 10th, 2006
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