GARANZIE, AFFIDABILITÀ E PRIVACY DI UN CREDITO

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GARANZIA, AFFIDABILITA’ E PRIVACY DI UN CREDITO: Sono questi tre fattori molto importanti quando si parla di credito. Cerchiamo di capire come possiamo analizzarli e valutarli.


Banche, istituti di credito e società finanziarie che prima si servivano delle cosiddette ‘centrali rischi’ (un sistema di raccolta nel quale sono archiviate le informazioni sulla solvenza dei clienti delle banche, un archivio nel quale vengono inseriti i dati di tutti coloro che risultano esposti con le banche oltre una determinata cifra e di coloro che risultano incapaci di far fronte ai debiti verso il sistema bancario per qualsiasi tipo di finanziamento), per raccogliere informazioni sui consumatori che chiedevano un finanziamento, dal primo gennaio 2005 fanno riferimento ai Sistemi di informazioni creditizie (Sic), per il cui uso il Garante della privacy ha varato un codice deontologico per finanziamenti e credito al consumo.

Il documento, sottoscritto dalle associazioni del settore con la collaborazione delle associazioni dei consumatori e l’approvazione del Garante della privacy, riporta le regole che devono essere rispettate sia dalle società che raccolgono e conservano i dati che dalle banche, dalle società finanziarie o dalle società di leasing che li consultano.

I Sic in sostanza sono banche dati ad ampio accesso, costituite per verificare l’affidabilità, la puntualità nei pagamenti, il rischio di sovraindebitamento e le eventuali situazioni di morosità. Ad esse accedono vari operatori finanziari prima di concedere un prestito, un mutuo o un finanziamento.

Proprio per la delicatezza dell’argomento e per evitare che errori o dati inesatti danneggino i consumatori, è stato redatto il codice le cui regole stabiliscono la liceità e la correttezza dei trattamenti di dati personali effettuati dalle società e dai soggetti privati che gestiscono centralmente i sistemi di informazioni creditizie.

In particolare, il codice ha introdotto importanti garanzie sulla maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori attraverso una modulistica più chiara e semplice, una maggiore precisione dei dati e l’uso di questi solo ai fini del credito e non, ad esempio, per fare marketing o ricerche di mercato, tempi più lunghi per segnalare le ‘morosità’ (nei sistemi in cui sono registrati solo i consumatori che sono in ritardo nei pagamenti, dopo 4 mesi o in caso di mancato pagamento di 4 rate, nelle altre ‘centrali rischi’ comunque soltanto dopo due mesi o rate di ritardo, in modo da evitare anche registrazioni di dati causate da errori o disguidi) e per conservare nei sistemi i dati positivi e negativi. Inoltre le richieste di credito vengono conservate in rete per non oltre 180 giorni. Se la richiesta non è accolta o è oggetto di rinuncia i dati possono essere conservati per 30 giorni. Le rate successivamente regolarizzate, vengono cancellate dopo un anno, per ritardi fino a due rate, e dopo due anni, per ritardi superiori poi sanati, mentre le informazioni su inadempimenti non regolarizzati, possono essere conservate fino a tre anni.

Ancora il codice non risulta ben conosciuto da molti cittadini.

Tuttavia, il credito al consumo interessa ad oggi un italiano su due invitiamo chiunque abbia un credito a dare una nuova occhiata al proprio contratto e verificare l’applicazione di tale codice da parte dalla struttura finanziaria con la quale ha attivato la pratica.



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