L’ultimo estratto conto del mio conto corrente

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Delusione e rabbia: sono le reazioni più frequenti quando si riceve l’ultimo estratto conto.
Delusione per i magri interessi maturati. Rabbia per le spese elevate.
Aggiungerei anche una certa perplessità quando ci soffermiamo sul totale finale del conto.

Alla fine siamo più catturati che mai dal saldo che non controlliamo altre voci, quando invece spesso su di un conto ci possono essere spese tali da annullare quei pochi interessi passivi che abbiamo.

La prima cosa da fare è analizzare il proprio estratto conto in modo approfondito e con tutta la calma necessaria. Non scordatevi che si tratta di una forma di contratto tra voi e la banche con accodi ben precisi e ridiscutibili. Vedrete che alla fine è un po’ come al supermercato o al ristorante se controlli lo scontrino finisce sempre che sbagliano mai a tuo favore, anzi.

Per cominciare, controllate le singole uscite cercando di monitorare come avete speso i vostri soldi. Non sia mai vi venga voglia di risparmiare un po’ o farvi un regalo. Se c’è qualcosa che non capite, chiedete chiarimenti alla banca. Può darsi che l’impiegato o l’impiegata di turno riescano ad aiutarvi. Anche le mail possono essere molto utili, ma dovrete in tal caso cercar di formulare domande molto precise.

Le spese dovreste riconoscerle molto bene perchè le avete fatte voi, ma quelle bancarie invece sapete quali sono? Esaminatele con attenzione, ci saranno sicuramente spese relative ai singoli servizi che la vostra banca vi offre che non usufruite ed altri che possono essere ridiscussi.

Per gestire e custodire il vostro denaro, la banca si fa pagare profumatamente. Tuttavia è possibile ridurre un po’ questi costi, magari depennando alcuni servizi che nel vostro caso sono di scarsa o nulla utilità. Per esempio si può risparmiare sull’invio dell’estratto conto, che può avere cadenza mensile, trimestrale, semestrale o annuale: quante più volte vi fate spedire l’estratto conto a casa, tanto più pagherete. Valutate perciò se non vi basti ricevere l’estratto ogni tre mesi, anziché ogni mese, o addirittura se non vi convenga disdire del tutto questo servizio e passare personalmente in banca di tanto in tanto per richiedere il saldo.

Un altro fattore di costo sono i vari movimenti, quali bonifici ecc. Il prezzo del bonifico si fa particolarmente salato quando accreditate un correntista di istituto diverso dal vostro, ragione per cui è sempre meglio informarsi prima su quali siano le modalità più convenienti per eseguire questa operazione.

Anche il bancomat non è quasi mai gratuito. Chiedete informazioni a riguardo alla vostra banca, poiché le condizioni variano considerevolmente da un istituto all’altro.

Tutt’altro che irrilevante è poi il prezzo da pagare quando si va in rosso, ossia la cosiddetta “commissione di massimo scopertoâ€?. Chi finisce spesso sotto zero, farebbe bene a contrattare un fido, ricordando però che anche questa opzione non è del tutto gratuita. Infine è importante sapere che l’estratto conto può essere contestato entro sessanta giorni dal ricevimento.

Trascorso questo termine, le risultanze contabili dell’estratto conto si intendono implicitamente accettate. L’eventuale contestazione, da presentare per iscritto, può riguardare ad esempio il prelevamento non autorizzato da parte di terzi a seguito di furto o clonazione del bancomat. Qualora dal vostro estratto conto risultino prelevamenti del genere, presentate subito un reclamo scritto.

Se doveste riscontrare qualcosa di poco chiaro, non esitate a recarvi allo sportello per chiedere delucidazioni. Là potrete conoscere le possibilità di risparmio sulle spese bancarie e negoziare condizioni economiche migliori. Maggiori informazioni potete trarle anche dal sito delle vostra banca e provarle a confrontarle con altre banche.



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