Decreto liberalizzazioni: i principali cambiamenti introdotti in materia carburanti

Decreto liberalizzazioni: i principali cambiamenti introdotti in materia carburanti

Sono oltre novanta le riforme previste dal decreto sulle liberalizzazioni, varato il 20 gennaio dal governo Monti. L’obiettivo è rilanciare la crescita eliminando le ingessature storiche del mercato italiano. Il decreto riguarda diversi settori: assicurazioni auto, farmacie, taxi e il delicatissimo tema della benzina. Quest’ultimo in particolare è un argomento molto sentito dai consumatori. Vediamo quindi nello specifico quali cambiamenti determinerà il decreto liberalizzazioni in materia di carburanti.

Le nuove disposizioni di legge varate dal governo tecnico puntano a varare una riforma della rete di distribuzione che faccia diminuire il prezzo della benzina in Italia, uno tra i più alti d’Europa. Il testo circolato prevede in primo luogo che cada l’esclusiva tra compagnie e gestori: i distributori potranno liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nel rispetto della vigente normativa nazionale ed europea.

Tale regola però vale solo per i distributori titolari anche della relativa autorizzazione petrolifera che rappresentano una minoranza nel nostro paese. E’ infatti stata eliminata nell’ultima stesura, la norma che consentiva anche ai piccoli gestori, legati alle compagnie da contratti di comodato, di acquistare il 20% dei carburanti liberamente in attesa di ridiscutere i contratti.

La seconda novità prevista è la possibilità per i gestori degli impianti di distribuzione di aggregarsi. L’obiettivo è quello di sviluppare la capacità di acquisto all’ingrosso dei carburanti, dei servizi di stoccaggio e del trasporto dei medesimi in moda tale da ridurre il costo della benzina. Inoltre, allo scopo di aumentare il numero di gestori indipendenti, il decreto liberalizzazioni prevede che i titolari degli impianti e i gestori degli stessi, da soli o in società o cooperative, possano accordarsi per riscattare gli impianti dalle compagnie. Il riscatto potrà avvenire in seguito al pagamento di un indennizzo che tenga conto degli investimenti fatti, degli ammortamenti in relazione agli eventuali canoni già pagati, dell’avviamento e degli andamenti del fatturato.

La normativa deteliberalizzazioni-benzinarmina inoltre l’annullamento di ogni limite al numero dei distributori self-service posti fuori dai centri abitati e la possibilità per i gestori di vendere anche prodotti non-oil: alimenti, bevande, quotidiani e tabacchi.

Infine, più chiarezza e maggiore trasparenza nelle informazioni ai consumatori sui prezzi.

Questi in sintesi i principali cambiamenti introdotti dal decreto liberalizzazioni in materia carburanti. L’obiettivo delle norme è ridurre il prezzo della benzina, ma per ora l’unico effetto prodotto è stato lo sciopero dei benzinai e il blocco dei tir.



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