Scioperi liberalizzazioni: autotrasportatori e benzinai incrociano le braccia

Scioperi liberalizzazioni: autotrasportatori e benzinai incrociano le braccia

La manovra del Governo Monti comincia a sortire i suoi effetti: dopo il blocco stradale e autostradale dei tir è la volta dei benzinai che annunciano uno sciopero di una settimana.

La protesta degli autotrasportatori, iniziata la scorsa settimana in Sicilia, si è velocemente dilagata in tutt’Italia e durerà fino al 27 gennaio.Con il blocco, gli autisti di tir protestano contro l’aumento dei prezzi della benzina, contro i rincari dei ticketdelle autostrade e contro l’innalzamento dell’Irpef.

Molti i disagi causati dallo sciopero ed è allarme soprattutto per il rifornimento di supermercati e pompe di benzina.

I distributori di carburante sono stati letteralmente presi d’assalto anche in vista dello sciopero dei benzinai previsto per i prossimi giorni.La FIGISC, federazione italiana gestori impianti stradali e carburanti, ha infatti annunciato uno sciopero di 7 giorni contro il decreto liberalizzazioni varato dal governo Monti. La federazione contesta l’eliminazione nel decreto della clausola che consentiva anche ai piccoli gestori, legati alle compagnie da contratti di comodato, di acquistare il 20% dei carburanti liberamente.

Si prevedono scioperi anche da parte delle compagnie petrolifere, fermamente decise ad opporsi alla possibilità che un terzo dei loro impianti possa essere riscattato dai gestori, come previsto dal decreto liberalizzazioni.

La situazione si psciopero-benzinairospetta complessa, ma sono già arrivate le prime rassicurazioni. L’ADOC, l’associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori, ha sottolineatoesistono limitazioni sulla durata degli scioperi nei servizi pubblici essenziali: in questi settori le serrate non possono superare le 72 ore.

Quanto allo sciopero dei tir dovrebbe concludersi nella giornata di venerdì e la situazione dovrebbe quindi tornare presto alla normalità.



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