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	<description>articoli e commenti sul mondo della finanza</description>
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		<title>Mercato immobiliare USA: +5%, un risultato inaspettato</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Finanza, Borsa]]></category>
		<category><![CDATA[indice mercato immobiliare USA]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 2012 comincia all’insegna di un positivo miglioramento per il mercato immobiliare statunitense.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-626 alignleft" title="mercato_immobiliare_usa" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2012/02/mercato_immobiliare_usa.jpg" alt="mercato_immobiliare_usa" width="210" height="158" />Il <strong>2012</strong> comincia all’insegna di un <strong>positivo miglioramento</strong> per il <strong>mercato immobiliare statunitense</strong>. Dopo la bufera del periodo 2007/2010 in cui il settore era stato artificialmente gonfiato del 14% &#8211; secondo quanto riportato dalle stime della National Association of Realtors &#8211; quest’anno il mercato immobiliare sembra aver ritrovato uno slancio positivo.</p>
<p>Il dato arriva dalla National Association of Home Builders, che misura la fiducia dei costruttori nelle condizioni di mercato. L&#8217;indice del mercato immobiliare NAHB ha mostrato un <strong>rialzo nel mese di gennaio di 25 punti rispetto ai 21 registrati nel mese precedente</strong>, assestandosi su livelli molto superiori rispetto alle attese degli economisti. Una tale crescita del settore non si riscontrava addirittura dal giugno 2007.</p>
<p>Il <strong>2011 </strong>aveva visto rimbalzare i prezzi delle case americane con <strong>valori altalenanti</strong> <strong>fino a novembre</strong>; come confermato da <strong>analisi condotte dalla</strong> <strong>RE/MAX National Housing Report, </strong>successivamente il mercato immobiliare degli Stati Uniti aveva registrato una decisiva <strong>impennata nella vendita di immobili</strong>. In gran parte dovuto ad un minor volume di pignoramenti, il numero di case in vendita è sceso per il 18° mese consecutivo, ed è ora del 25,7% inferiore rispetto allo scorso anno.</p>
<p>I <strong>prezzi delle case</strong> sono rimasti <strong>per lo più inalterati rispetto a quelli rilevati a novembre</strong> <strong>2011</strong> e questo ha fatto sì che le compravendite di immobili restassero all&#8217;interno di un range piuttosto regolare.</p>
<p>Le <strong>vendite dello scorso dicembre hanno invece sorpreso molti analisti</strong> con un’impennata verso l’alto fino a raggiungere il tetto del <strong>5,7%. </strong>Secondo<strong> <strong>Margaret Kelly &#8211; </strong></strong>CEO di RE/MAX &#8211; <em>“questo salto in avanti registrato a dicembre potrebbe essere dovuto ad un maggiore coinvolgimento degli investitori. Infatti, grazie a <strong>prezzi pari o prossimi al livello minimo di mercato</strong> e tassi di interesse altrettanto storicamente bassi, i consumatori stanno trovando un reale valore in questo mercato”</em>.</p>
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		<title>Le quotazioni in Borsa di Apple segnano un nuovo record: superato il PIL greco</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Finanza, Borsa]]></category>
		<category><![CDATA[azioni Apple]]></category>
		<category><![CDATA[azioni Apple valgono più del Pil greco]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi il valore delle azioni Apple ha raggiunto livelli record: gli indici azionari dell’azienda hanno fatto registrare infatti una serie di rialzi ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-615 alignleft" title="azioni_Apple" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2012/02/azioni_Apple3.jpg" alt="azioni_Apple" width="206" height="206" />Nei giorni scorsi il valore delle azioni<strong> Apple ha raggiunto livelli record</strong>: gli indici azionari dell’azienda hanno fatto registrare infatti una serie di rialzi che hanno portato il valore di ogni <strong>singola azione a sfiorare i 400 dollari</strong>, per una capitalizzazione complessiva che sfiora i 400 miliardi di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi dati mostrano come l&#8217;azienda fondata da Steve Jobs sia una delle principali economie mondiali, presentandosi con un valore di mercato maggiore rispetto al prodotto interno lordo di diverse economie nazionali di rilievo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dato che più colpisce è quello che emerge dal confronto tra il valore borsistico raggiunto dalla Apple e l&#8217;economia greca: complice la gravissima crisi finanziaria che l&#8217;ha colpita, la Grecia ha fatto registrare nell&#8217;ultimo anno un PIL di 318 miliardi di dollari, segnando un calo annuale del 5,5%. Apple, dal canto suo, presenta un valore complessivo che nell&#8217;ultima settimana di quotazioni ha sfiorato i 400 miliardi di dollari, complice la crescita del suo valore azionario pari al 4,69% che si è registrata nel 2011, rendendo di fatto l&#8217;azienda di Cupertino quella con le migliori perfomance nel segmento delle azioni hi-tech.</p>
<p style="text-align: justify;">Le motivazioni alla base di questi risultati straordinari sono riconducibili a diversi aspetti: forse il principale, quando di parla di aziende quotate sui mercati, è la capacità di <strong>trasmettere fiducia agli investitori</strong>, che siano singoli individui, istituzioni finanziarie o investitori istituzionali. La qualità percepita dei prodotti Apple, la capacità di innovazione, il carattere da leader di mercato comunemente associato all&#8217;azienda probabilmente ha convinto i mercati che hanno puntato in maniera decisa sulle sue azioni. Curioso, ad ogni modo, il fatto che l&#8217;azienda da anni decida di non distribuire dividendi ai suoi azionisti, optando per un reinvestimento degli utili.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, <strong>la scomparsa di Steve Jobs non ha influito negativamente sui conti dell&#8217;azienda</strong>, forte di un risultato che la pone davanti a economie nazionali del calibro di Svizzera, Austria, Svezia.<br />
In dieci anni la capitalizzazione dei titoli Apple si è moltiplicata per quaranta, passando dai circa 10 miliardi di dollari del 2002 ai quasi 400 miliardi di dollari di questi giorni. Solo<strong> nell&#8217;ultimo anno il valore delle sue azioni è cresciuto del 50%</strong>, a fronte di andamenti generali delle borse mondiali ben più negativi. Basti pensare che solo nel maggio del 2010 si è registrato il sorpasso in termini di capitalizzazione borsistica di Apple a Microsoft, con, rispettivamente, 222,07 miliardi di dollari contro 219,18. La crescita è proseguita e durante l&#8217;estate 2011 il suo valore è stato maggiore di quello dell&#8217;indice DJ STOXX relativo alle 32 più importanti banche europee. Infine, un incredibile aumento delle vendite (circa 100 miliardi di dollari), con le stime che parlano di 50 milioni di pezzi venduti tra iPhone e iPad solo nell&#8217;ultimo trimestre del 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">I possessori delle <strong>azioni Apple</strong> possono dunque gioire dei risultati aziendali, in attesa del lancio di nuovi prodotti e in attesa di vedere i risultati delle ultime iniziative, come il lancio di iBooks 2 per iPad, con il quale Apple si prepara a fare ingresso nel settore dell&#8217;editoria per la scuola.</p>
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		<title>Decreto liberalizzazioni: le novità per farmacie, banche e assicurazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 07:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Banche e Istituti di Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il decreto liberalizzazioni fortemente voluto dal governo Monti determinerà notevoli cambiamenti per farmacie, banche e assicurazioni. Vediamo insieme le principali novità introdotte dal provvedimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-570 alignleft" title="riforma_farmacie" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2012/01/riforma_farmacie.jpg" alt="riforma_farmacie" width="263" height="223" />Il <strong>decreto liberalizzazioni</strong> fortemente voluto dal <strong>governo Monti</strong> è stato definitivamente approvato qualche giorno fa e porta con sé importanti novità in molti settori dell&#8217;economia. Abbiamo già esaminato nei giorni scorsi i cambiamenti introdotti dalla normativa in materia <a href="http://finanza.leoblog.it/decreto-liberalizzazioni-i-principali-cambiamenti-introdotti-in-materia-carburanti-24012012.html" target="_self">benzina</a>. Oggi, invece analizziamo i provvedimenti presi nei settori delle farmacie, delle assicurazioni e delle banche.</p>
<p>La <strong>riforma delle farmacie</strong> designata dal governo Monti risponde all&#8217;esigenza di garantire più concorrenza tra gli operatori e un maggior numero di farmacie, con conseguenti <strong>migliori servizi e minori costi da sostenere a carico dei cittadini</strong>. La resistenza dei farmacisti ha comunque avuto l&#8217;effetto di bloccare, almeno per il momento, l&#8217;estensione del permesso di vendere i medicinali di fascia C anche alle parafarmacie. Aumenteranno però le farmacie che servono il territorio, passando a un rapporto di una farmacia ogni 3.000 abitanti in media. Sono state introdotte delle importanti novità anche relativamente agli <strong>orari di apertura</strong>, potenziando il numero di punti vendita aperti nel fine settimana e riguardo alla possibilità di vendere i medicinali a prezzo ribassato.</p>
<p>La <strong>riforma delle assicurazioni</strong> introdotta dal governo Monti punta a garantire una maggiore <strong>trasparenza</strong>, più <strong>controlli </strong>e un <strong>maggiore risparmio</strong> per gli assicurati. Sono previsti sconti per gli automobilisti che accetteranno di installare una sorta di &#8220;scatola nera&#8221; sulla loro auto e per chi accetta di sottoporre l&#8217;auto a un&#8217;ispezione da parte della compagnia di assicurazione. Allo scopo di <strong>contrastare le frodi</strong>, il decreto stabilisce anche la dematerializzazione del contrassegno assicurativo, che verrà sostituito da sistemi elettronici o telematici. Per garantire maggiore trasparenza e informazione per gli utenti viene introdotto il principio di confronto tra diverse compagnie assicurative, obbligando l&#8217;assicuratore a informare il cliente delle condizioni contrattuali proposte ed effettuando un confronto con almeno tre compagnie non appartenenti allo stesso gruppo societario. Importanti novità riguardano anche la fase di <strong>gestione delle liquidazioni dei sinistri</strong>, con la riduzione del 30% dell&#8217;ammontare del risarcimento per equivalente e con un sistema di sanzioni (radiazione dall&#8217;albo professionale e carcere fino a cinque anni) per i periti assicurativi che si rendono responsabili di stime ed accertamenti condotti in maniera fraudolenta riguardo ai danni derivati da un incidente.</p>
<p>Il decreto liberalizzazioni contiene anche importanti novità per quello che riguarda la <strong>riforma delle banche</strong>. La riforma più rilevante fa riferimento alle <strong>polizze assicurative sulla vita</strong> associate a un <strong>mutuo immobiliare</strong>. Spesso infatti gli istituti di credito subordinano l&#8217;erogazione del mutuo alla sottoscrizione di una polizza assicurativa sulla vita del cliente, a copertura del credito. La riforma prevede, in questi casi, l&#8217;obbligo per le banche di presentare ai propri clienti almeno due preventivi che fanno riferimento a due compagnie di assicurazione appartenenti a differenti gruppi societari, volendo in questo modo garantire una maggiore concorrenza e auspicando che, dall&#8217;obbligo di comparazione, derivi un potenziale risparmio per il cliente.</p>
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		<title>Finanza: i titoli migliori e peggiori alla borsa di Milano nell&#8217;ultima settimana</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Finanza, Borsa]]></category>
		<category><![CDATA[Andamento Borsa Milano]]></category>
		<category><![CDATA[titoli borsa milano]]></category>
		<category><![CDATA[titoli migliori Borsa Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Vediamo insieme gli andamenti della Borsa di Milano nell’ultima settimana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-583 alignleft" title="borsa_milano2" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2012/01/borsa_milano2.jpg" alt="borsa_milano2" width="258" height="207" />Vediamo insieme gli andamenti della Borsa di Milano nell’ultima settimana. Nella giornata di apertura della Borsa di lunedì 23 gennaio scorso, il mercato ha chiuso con un indice Ftse Mib pari a + 1,76% raggiungendo 15.907 punti mentre l&#8217;indice Ftse All share ha raggiunto quota 16.843 con rendimento a + 1,92%.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>titoli migliori </strong>sono risultati quelli bancari: <strong>Monte dei Paschi di Siena</strong> che ha registrato un rialzo pari a 14.04% a 0,26 euro, il titolo <strong>Unicredit</strong> ha raggiunto + 10.44% con una quota pari a 3,66, il titolo <strong>Ubi</strong> ha chiuso a + 5,89%, <strong>Mediobanca</strong> a+ 5,49% e <strong>Banca Intesa S. Paolo</strong> a +5,43%.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche <strong>i titoli legati ai comparti commerciali</strong> sono risultati i migliori sulla piazza Affari, infatti Italcementi ha registrato un valore pari a 6,86%, Finmeccanica ha raggiunto il 6,14%, Mediaset ha segnato un valore pari al 4,32% e Fiat industriali ha raggiunto il 4,11%.</p>
<p style="text-align: justify;">A causa del decreto legato alla liberalizzazione, i <strong>comparti energetici sono risultati i titoli peggiori</strong>. Enel Green ha segnato una perdita dell&#8217;1,93%, Terna dell&#8217;1,32%, Enel dell&#8217;0,59%, Telecom Italia dell&#8217;0,91% e Telecom Italia Media dell&#8217;0,78%, oltre ad Ansaldo Sts con una riduzione pari all&#8217;1,28%.</p>
<p style="text-align: justify;">La chiusura di borsa del 24 gennaio scorso ha registrato un lieve aumento dell&#8217;0,14%, dopo una apertura in negativo. Tra i titoli migliori troviamo Banca Popolare di Milano a 0,45 euro e Mps con un ulteriore incremento del 3,5%, mentre tra i peggiori Telecom Italia con una perdita del 4% e Stm con una diminuzione del 6%.</p>
<p style="text-align: justify;">I titoli che nella giornata di 25 gennaio hanno avuto un rialzo sono stati Unicredit con il 5%, Banco Popolare con 11.69%, Banco Monte Paschi di Siena con 7,83% oltre a Diasorin con un rialzo al 7,07%. I peggiori sono risultati Eni con una perdita del 2,6%, Stmicroelec n.v con -2,82% e Tod&#8217;s con una perdita del 4,73%.</p>
<p style="text-align: justify;">La chiusura del 26 gennaio ha determinato una crescita per i titoli di Unicredit per il 3%, BMP con 8,32%, Lottomatica con 0,08%, Generali Assicurazioni con il 2,59%, Unipol con 3,83%. I titoli peggiori sono risultati Fiat con un target price pari ad un calo di 3,90 euro, Sias con 9,80 euro, Stm con un calo a 8 euro e Telecom Italia con 0,86 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">La chiusura della settimina del 27 gennaio ha segnato un calodell&#8217;indice Ftse Mib a 1,02% e Ftse All Share a 1,06% . I titoli migliori sono stati Ferragamo con un + 7,1%, Finmeccanica con + 0,84%, Ansaldo con +1.48%, Mediaset con + 0,35% e Stm con +1,89%. I titoli peggiori sono risultati Unicredit con -4,5%, Fiat &#8211; 4,2%, Bpm &#8211; 3,4%, Mps &#8211; 3,3% e Pirelli con &#8211; 2,6%.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caltagirone si inserisce tra i maggiori azionisti UNICREDIT</title>
		<link>http://finanza.leoblog.it/caltagirone-si-inserisce-tra-i-maggiori-azionisti-unicredit-31012012.html</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Banche e Istituti di Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>
		<category><![CDATA[caltagirone]]></category>
		<category><![CDATA[francesco gaetano caltagirone]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi soci Unicredit]]></category>
		<category><![CDATA[ricapitalizzazione Unicredit]]></category>
		<category><![CDATA[soci privati Unicredit]]></category>
		<category><![CDATA[unicredit]]></category>

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		<description><![CDATA[Voci sempre più insistenti vorrebbero Francesco Gaetano Caltagirone entrare nell'azionariato di UniCredit dopo le dimissioni dalle cariche ricoperte in Monte dei Paschi di Siena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-full wp-image-549 alignleft" title="Caltagirone" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2012/01/Caltagirone2.jpg" alt="Caltagirone" width="201" height="201" />Conclusa da qualche giorno l’operazione di ricapitalizzazione della banca romana, UniCredit </strong>muove le prime mosse di una attesa <strong>rivoluzione negli assetti azionari.</strong></p>
<p>Non è ancora stato ufficializzato, ma voci sempre più insistenti  vorrebbero  <strong>Francesco Gaetano Caltagirone</strong>, costruttore ed editore romano, entrare <strong>nell’azionariato della banca romana</strong>. L’imprenditore,che era azionista e vice-presidente di Monte dei Paschi, <strong>ha lasciato le cariche di consigliere di amministrazione e di vicepresidente</strong> che ricopriva nella società senese. <strong>Il disimpegno dal Monte dei Paschi</strong> non è una novità visto che già dagli ultimi mesi del  2011 Caltagirone aveva cominciato a vendere titoli : un’operazione di disinvestimento che si è protratta nel tempo per concludersi con una partecipazione azionaria dell’1,3%.</p>
<p>Allo stato attuale è<strong> prematuro sbilanciarsi sul peso che Caltagirone avrà nel capitale di UniCredit</strong> anche se appare probabile una partecipazione ben maggiore rispetto all’1% di cui si vocifera negli ambienti finanziari, dato che il Gruppo Caltagirone gode di grande liquidità: 394 milioni la somma calcolata a fine settembre, a cui vanno ad aggiungersi i 100 milioni provenienti dalla vendita delle quote in MPS.</p>
<p>A questo punto sono in molti ad ipotizzare per l’imprenditore romano un ruolo importante nelle discussioni che da qui ad aprile porteranno al<strong> ricambio dei vertici e a un ritocco della governance di UniCredit</strong>. Un <strong>coinvolgimento di Caltagirone nel consiglio di amministrazione è tuttavia ostacolato dalla norma </strong>contenuta nel recente <strong>decreto Salva Italia</strong> che ha introdotto l’impossibilità di ricoprire la carica di consigliere in due o più banche o assicurazioni tra loro concorrenti e ha già giocato un peso notevole nelle dimissioni di Caltagirone dalle cariche ricoperte in MPS.</p>
<p><strong>L’ingresso di Caltagirone va ad aggiungersi alla schiera di altri importanti imprenditori italiani</strong> che hanno già aderito all’aumento di capitale di UniCredit; tra questi <strong>Diego della Valle</strong>, proprietario della Tod’s e patron della Fiorentina, <strong>Leonardo del Vecchio</strong>, fondatore della Luxottica, e il gruppo<strong> DeAgostini</strong>.</p>
<p><strong>L’obiettivo</strong> è creare un nocciolo di azionisti privati per <strong>puntellare la discesa del fronte delle Fondazioni</strong> e soprattutto  bilanciare la <strong>presenza estera in Piazza Cordusio</strong>, dove è forte la presenza degli arabi di Aabar con il 6% potenziale, i libici con il 4% complessivo, e gli americani di Capital Research con il 5,4%.</p>
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		<item>
		<title>Mondo della Finanza: l&#8217;andamento generale dell&#8217;ultima settimana</title>
		<link>http://finanza.leoblog.it/mondo-della-finanza-landamento-generale-dellultima-settimana-4-30012012.html</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 12:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Finanza, Borsa]]></category>
		<category><![CDATA[andamento mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[andamento spread]]></category>
		<category><![CDATA[borse europee]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
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		<category><![CDATA[spread Btp-Bund]]></category>

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		<description><![CDATA[Vediamo insieme gli andamenti dei mercati finanziari durante la settimana appena trascorsa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-554 alignleft" title="mercati_finanziari" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2012/01/mercati_finanziari.jpg" alt="mercati_finanziari" width="289" height="245" />I mercati finanziari nell&#8217;ultima settimana hanno avuto un andamento contrastante : dopo un <strong>buon inizio</strong> le varie borse hanno perso progressivamente un po’ di verve, <strong>chiudendo venerdì con il segno negativo</strong>.</p>
<p>La ragione è da individuarsi soprattutto nelle prese di profitto che si sono concentrate nelle ultime sedute, complici anche le performances poco brillanti e poco costanti di Wall Street. Settimana poco positiva anche per la borsa di Tokyo che ha dovuto digerire una serie di risultati negativi.</p>
<p>Le <strong>borse europee sono andate complessivamente bene</strong>, mettendo a segno una salita di circa 2%, considerando anche la chiusura in rosso dell&#8217;ultima seduta in cui abbiamo visto Cac40 chiudere con -1,32%, seguita da Londra dove il Ftse100 ha chiuso con -1,06%, poi Milano con il Ftse Mib che ha ceduto -1,02% ed infine Francoforte con il Dax30 che tiene meglio scendendo solo di -0,43%.</p>
<p>Tra i titoli che non hanno brillato ci sono quelli del <strong>settore auto</strong>, andati male su tutte le piazze. La Fiat ad esempio sembra non aver ancora dell&#8217;ufficializzazione dei lavori che il governo sta portando avanti per definire gli incentivi che dovrebbero far riprendere il mercato delle auto in Italia.</p>
<p>Male anche <strong>Telecom</strong>, sia per la comunicazione del calo dei dividendi, che per l&#8217;indecisione sull&#8217;emissione del prestito obbligazionario.</p>
<p>Per Piazza Affari hanno complessivamente retto bene i bancari, con <strong>Unicredit che ha concluso il collocamento dell&#8217;aumento di capitale</strong>.</p>
<p><strong>La ripresa del settore bancario</strong>, che si è arrestata nell&#8217;ultima seduta, è da imputare comunque almeno in parte al miglioramento dello spread tra Bund decennali tedeschi e Btp a 10 anni, considerato che l&#8217;80% degli investimenti delle banche sono in Titoli di Stato italiani. Infatti questa settimana le cose sono andate molto bene per il Tesoro: dopo il collocamento di tutti i Ctz senza difficoltà, sono stati piazzati anche 11 miliardi di Bot a 12 mesi.</p>
<p>Inoltre <strong>lo spread</strong> che ha iniziato la settimana sopra quota 460, è andato sotto la soglia dei 400 punti, per poi tornare di nuovo a quota 400.</p>
<p>Ma la prossima settimana ci sarà una prova importante: l&#8217;asta dei Btp a 10 anni, che permetterà di capire se c&#8217;è stata finalmente un&#8217;inversione di trend.</p>
<p>I mercati finanziari nell&#8217;ultima settimana hanno visto andare bene anche gli energetici con la <strong>quotazione del petrolio che ha cominciato a risalire</strong>, chiudendo la settimana sopra quota 110 dollari al barile.</p>
<p>Bene la Snam per la borsa italiana, in attesa che si concluda l&#8217;affare con la rete tedesca EoN.</p>
<p>Infine, sul mercato delle valute, <strong>l&#8217;euro</strong> dopo un lungo periodo di trend negativo, ha ritrovato la strada della salite, mentre le <strong>quotazioni dell&#8217;oro</strong> hanno raggiunto i massimi dopo 7 settimane.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Costa crociere: il titolo in borsa dopo il disastro</title>
		<link>http://finanza.leoblog.it/costa-crociere-il-titolo-in-borsa-dopo-il-disastro-30012012.html</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
		<br />
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		<category><![CDATA[Finanza, Borsa]]></category>
		<category><![CDATA[azioni costa crociere]]></category>
		<category><![CDATA[costa crociere quotazione finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[indice azionario costa crociere]]></category>
		<category><![CDATA[quotazione costa crociere]]></category>
		<category><![CDATA[titolo azionario costa crociere]]></category>

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		<description><![CDATA[Il naufragio della Costa Concordia ha avuto pesanti ripercussioni negative sul titolo azionario del gruppo Carnival, proprietario di Costa Crociere. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-521 alignleft" title="quotazione_costa_crociere" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2012/01/quotazione_costa_crociere.jpg" alt="quotazione_costa_crociere" width="253" height="177" />Il <strong>naufragio della Costa Concordia</strong> ha avuto pesanti <strong>ripercussioni negative sul titolo</strong> azionario del gruppo Carnival, proprietario di Costa Crociere. La società avente sede a Miami è quotata sui listini americani, sul Nyse di New York e alla Borsa di Londra, vale a dire su alcune delle più importanti piazze finanziarie del mondo.</p>
<p>La rilevanza data alla tragedia della Costa Concordia dai media di tutto il mondo ed i danni economici reali prodotti dal naufragio stanno condizionando seriamente l’andamento dei titoli della società Carnival. L’attività degli investitori finanziari viene influenzata negativamente anche dalla considerazione che il disastro navale si è verificato proprio all&#8217;inizio della stagione delle prenotazioni delle crociere.</p>
<p>Nei giorni immediatamente seguenti alla tragedia, il titolo del colosso crocieristico americano ha raggiunto, alla borsa di Londra, <strong>punte di perdita del 23%.</strong> Alla riapertura dei mercati subito dopo il naufragio, il valore del gruppo è sceso, al London Stock Exchange, sino ad un minimo di 1.730 pence ad azione per poi risalire leggermente ed assestare le perdite alla soglia del 18%.</p>
<p>La società Carnival, in una nota ufficiale, ha comunicato di avere stimato il valore dei mancati profitti conseguenti al naufragio, per il 2012, tra gli undici e i dodici centesimi di dollaro ad azione, vale a dire, complessivamente, un ammontare compreso tra gli ottantacinque e i novantacinque milioni di dollari.</p>
<p>All’inizio della scorsa settimana, la nota società finanziaria JPMorgan ha proceduto al <strong>downgrade di Carnival</strong>, da &#8220;overweight&#8221; a &#8220;neutral&#8221;, portando l’utile stimato nell’anno fiscale 2012, da 2,73 a 2,16 dollari per azione. Il prezzo target del titolo è stato ridotto da 38 a 30 dollari.</p>
<p>Considerato che nel 2010, l&#8217;Europa rappresentava il 38% dei redditi di Carnival e che Costa Crociere è il soggetto più importante attivo nel vecchio continente, il <strong>danno per la società americana</strong> è decisamente significativo.</p>
<p>Ai mancati profitti devono essere aggiunte altre perdite, tra le quali, in primo luogo, la disdetta di tutti i viaggi già prenotati proprio sulla Costa Concordia. Si stima che <strong>i profitti</strong> della società Carnival <strong>caleranno nel 2012 di circa duecento milioni</strong>, tra i quali sono compresi sia i mancati ricavi, sia le spese connesse alle operazioni di recupero e salvataggio. Tra i costi da tenere in considerazione, non vanno certamente trascurati quelli relativi alle <strong>perdite assicurative</strong> (ipotizzati fra i cinquecento milioni e un miliardo di dollari, a seconda dei reclami che giungeranno alla società) e alle spese necessarie per evitare il disastro ambientale intorno all’Isola del Giglio.</p>
<p>In linea generale, la tragedia della Costa Concordia colpisce l’intero settore delle crociere turistiche in un momento di faticosa ripresa dopo il difficile biennio 2008-2009. <strong>Gli addetti ai lavori temono</strong> <strong>una psicosi da crociera</strong>, paventando un crollo complessivo delle prenotazioni. Nei primi giorni successivi al disastro, <strong>anche il titolo azionario Royal Caribbean Cruises</strong> è stato interessato da un forte <strong>calo percentuale</strong> del (6,19%), a testimonianza della fondatezza dei timori degli esperti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Decreto semplificazioni: stop alla burocrazia per cittadini e imprese</title>
		<link>http://finanza.leoblog.it/decreto-semplificazioni-stop-alla-burocrazia-per-cittadini-e-imprese-27012012.html</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
		<br />
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Decreto semplificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Monti]]></category>
		<category><![CDATA[semplificazione amministrativa]]></category>
		<category><![CDATA[semplificazioni amministrative per le imprese]]></category>
		<category><![CDATA[semplificazioni per i cittadini]]></category>

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		<description><![CDATA[In discussione oggi al Consiglio dei Ministri il decreto sulle semplificazioni: un pacchetto di norme che annuncia un cambio di passo nel campo della burocrazia e dell’amministrazione con l’obiettivo di ridurre gli oneri per cittadini e imprese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-530 alignleft" title="decreto_semplificazioni" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2012/01/decreto_semplificazioni.jpg" alt="decreto_semplificazioni" width="265" height="219" />In discussione oggi al Consiglio dei Ministri il <strong>decreto sulle semplificazioni</strong>: un pacchetto di norme che annuncia un cambio di passo nel campo della burocrazia e dell’amministrazione con l’<strong>obiettivo di ridurre gli oneri per cittadini e imprese</strong>.</p>
<p>Molti i provvedimenti attesi. Vediamone alcuni dei più importanti neldettaglio.</p>
<p><strong>Certificati online</strong>: con l’attuazione del decreto i cittadini potranno richiedere alle amministrazioni per via telematicaalcuni importanti atti di stato civile, dal cambio di residenza alle trascrizioni degli atti di matrimonio e nascita. Lo scambio dei dati avverrà in tempo reale, senza più code e attese.</p>
<p><strong>Certificato unico per i diversamente abili</strong>: un’unica certificazione per attestare lo status di disabilità e aver diritto a tutte le agevolazioni.</p>
<p><strong>Patente di guida e carta d’identità</strong>: il rinnovo della patente sarà più facile, mentre la carta d’identità avrà una validità maggiore.</p>
<p><strong>Gravidanza anticipata</strong>: semplificata la procedura burocratica per concedere alle lavoratrici l’astensione anticipata dal lavoro in caso di <strong>gravidanze</strong> più complesse.</p>
<p><strong>Liberalizzazione orari: </strong>stop all’obbligo di <strong>chiusura domenicale</strong> per le imprese produttrici di pane e al divieto di circolazione per gli <strong>autotrasportatori nei</strong> giorni precedenti o successivi ai giorni festivi.</p>
<p><strong>Semplificazioni amministrative per le imprese</strong>: si prevede un periodo di un anno per attivare percorsi sperimentali di semplificazione amministrativa per gli impianti produttiviin ambiti delimitati e a partecipazione volontaria.In più le comunicazioni e le trasmissioni di atti e di documenti con la PA dovranno avvenire esclusivamente in modalità telematica.</p>
<p><strong>Appalti</strong>: per quanto riguarda gli <strong>appalti</strong>verrà istituita la <strong>banca dati nazionale dei contratti pubblici</strong>, attraverso la quale l’Autorità di Vigilanza dei contratti pubblici e le amministrazioni pubbliche potranno effettuare i controlli sul possesso dei requisiti da parte delle imprese,<strong>senza richiedere la documentazione alle aziende</strong> interessate. Documentazione che oggi viene presentata in media 27 volte presso le varie stazioni appaltanti.</p>
<p><strong>Dichiarazioni Pmi</strong>: una nuova norma mirata semplificherà le procedure in materia di autorizzazione unica ambientale per le piccole e medie imprese per quanto riguarda gli impianti termici. Tale autorizzazione sostituirà ogni atto di comunicazione, notifica e autorizzazione previsto dalla legislazione vigente in materia ambientale.</p>
<p>Il <strong>Ministro per Funzione Pubblica Filippo Patroni</strong>, ha affermato che verrà effettuata una campagna di informazione a tutto campo per far conoscere a cittadini e imprese le nuove disposizioni. Invece, sui risparmi che potrebbero derivare da questa vasta operazione di semplificazione, il ministro ha detto che alcune stime sono già state fatte ma, nel suo complesso, saranno quantificati una volta introdotte le misure.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Titoli di Stato: dove conviene investire</title>
		<link>http://finanza.leoblog.it/titoli-di-stato-dove-conviene-investire-27012012.html</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
		<br />
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		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[investire nei bot]]></category>
		<category><![CDATA[investire nei btp]]></category>
		<category><![CDATA[investire nei titoli di stato]]></category>
		<category><![CDATA[rendimenti bot]]></category>
		<category><![CDATA[rendimenti btp]]></category>
		<category><![CDATA[titoli di stato]]></category>

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		<description><![CDATA[Investire su i titoli di stato italiani offre sicuri vantaggi economici grazie a tassi di rendimento sempre più alti. Cerchiamo dunque di capire come e su quali titoli di stato conviene investire i nostri risparmi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-506 alignleft" title="42-15458932" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2012/01/investimenti-titoli-di-stato-300x199.jpg" alt="42-15458932" width="264" height="175" />Negli ultimi nove mesi una serie di motivi tra cui un enorme debito pubblico e una mancata politica di crescita, ha fatto si che i mercati internazionali riponessero sull’Italia una scarsa fiducia per il futuro. Tutto ciò ha portato, come purtroppo stiamo costatando, non solo ad una dura manovra finanziaria emanata dal Governo Monti ma anche e soprattutto a una continua pressione che puntualmente si ripete ogni giorno sulla nostra borsa e sui i titoli di stato italiani. Paradossalmente questa situazione può essere sfruttata positivamente da ogni singolo cittadino che investendo su i <strong>titoli di stato italiani </strong>otterrebbe<strong> sicuri vantaggi economici</strong> sia nel breve sia nel lungo periodo e questo grazie a <strong>tassi di rendimento che si fanno sempre più alti</strong>, come indicato dall’ormai famigerato spread. Cerchiamo dunque di capire <strong>come e su quali titoli di stato</strong> <strong>conviene investire</strong> i nostri risparmi in questa fase.</p>
<p>Cominciamo col dire che i <strong>titoli di stato sono obbligazioni emesse dal Governo italiano</strong> per battere cassa e quindi per non essere schiacciato dal debito pubblico. Rappresentano probabilmente la <strong>tipologia d</strong>i <strong>investimento più sicura</strong> in quanto prevedono come contraente lo Stato.</p>
<p>Prevedono un rendimento che può essere elargito sostanzialmente con due modalità:</p>
<ul>
<li><strong>Scarto di emissione</strong>, ossia la differenza tra valore nominale e il prezzo d’acquisto;</li>
<li><strong>Cedole</strong>, ossia durante la vita del titolo sono corrisposti dei pagamenti di cedole fisse o variabili.</li>
</ul>
<p><strong>L’acquisto</strong> dei titoli di stato può essere eseguito <strong>tramite sottoscrizione</strong> durante le aste al momento dell’emissione oppure <strong>tramite un intermediario finanziario</strong>.</p>
<p>I titoli di stato vengono suddivisi in base alla durata e sostanzialmente possono essere a breve termine, a medio e lungo termine.</p>
<p>I titoli su cui si concentrano maggiormente i risparmiatori sono due: i <strong>BOT </strong>e i BTP. I Bot (Buoni Ordinari del Tesoro) <strong>sono titoli di stato a breve termine</strong> in quanto presentano scadenze a 3, 6 e 12 mesi. Non prevedono la possibilità di pagamento tramite cedola. Ovviamente il fatto stesso che sia di breve durata da un lato offre maggiori margini di sicurezza mentre dall’altro non potrà proporre rendimenti e guadagni elevati. Vale però la pena sottolineare che nel 2011 si sono raggiunti tassi superiori al 6% suscitando nei confronti dei Bot un interesse da parte dei risparmiatori italiani che non si vedeva dalla seconda metà degli anni novanta. Per coloro che sono interessati ad investire in BOT italiani occorre far presente che l’ultima asta per quelli a 6 mesi ha visto un tasso di rendimento ridisceso al 3,05%.</p>
<p><strong>I BTP</strong> ( Buoni Poliennali del Tesoro) <strong>sono titoli di stato con scadenza a medio e lungo termine</strong>, possono essere a 3, 5, 10, 15 e 30 anni e prevedono cedole fisse semestrali. A differenza dei Bot, i Btp hanno un margine di rischio maggiore dato appunto dalla durata ma ovviamente presentano tassi rendimento decisamente migliori. I tassi attualmente offerti fanno molto gola agli investitori di tutto il mondo visto che sono partiti dal 4,80% di inizio 2011 passando per un picco del 7,50% registrato a Novembre fino ad attestarsi all’attuale 6,25%. Decisamente un buon investimento visto che tra l’altro sono legati ad un paese affidabile come il nostro che, malgrado tutto, nei momenti di grossa difficoltà è sempre riuscito a dare il meglio di sé.</p>
<p>Oltre ai BOT e ai BTP esistono <strong>altri titoli di stato</strong> che per diversi motivi hanno meno successo tra i risparmiatori e sono:</p>
<ul>
<li><strong>CCT </strong>(Certificati di credito del Tesoro) titoli a sette anni con tasso variabile e cedole semestrali;</li>
<li><strong>CTZ</strong> (Certificati del tesoro zero coupon) titoli a 24 mesi privi di cedole;</li>
<li><strong>BTP€i -</strong> si tratta di buoni del tesoro poliennali indicizzati sul tasso di inflazione europeo.</li>
</ul>
<p>In conclusione possiamo senza dubbio consigliare di <strong>investire sia in BOT sia in BTP</strong>, in quanto <strong>offrono in questo momento ottimi tassi di rendimento</strong> nonché un <strong>margine di rischio decisamente minore </strong>rispetto ad altre tipologie di investimento.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il decreto Salva Italia e la riforma delle pensioni: vediamo insieme i cambiamenti</title>
		<link>http://finanza.leoblog.it/il-decreto-salva-italia-e-la-riforma-delle-pensioni-vediamo-insieme-i-cambiamenti-26012012.html</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 07:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Finanza</dc:creator>
		<br />
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[anni contributi per la pensione]]></category>
		<category><![CDATA[calcolo contributi pensione]]></category>
		<category><![CDATA[decreto Salva Italia]]></category>
		<category><![CDATA[età pensionamento]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Monti]]></category>
		<category><![CDATA[riforma pensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle misure adottate dal Governo Monti per far fronte alla crisi è prevista la riforma delle pensioni. Vediamo insieme quelli che saranno i principali cambiamenti introdotti dalla nuova normativa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-495 alignleft" title="riforma_pensioni" src="http://finanza.leoblog.it/wp-content/uploads/2012/01/riforma_pensioni.jpg" alt="riforma_pensioni" width="290" height="197" />La grande crisi economica scoppiata principalmente nell’Euro Zone e quindi anche in Italia ha avuto come principale effetto non solo quello di mettere in ginocchio il sistema economico ma anche di mettere in discussione i governi degli stati membri. Questo è successo anche in Italia, dove la crescita praticamente nulla degli ultimi quindici anni congiuntamente all’enorme debito accumulato nel tempo ha fatto si che creasse una situazione insopportabile che da qui a pochi mesi avrebbe certamente portato lo Stato in bancarotta. Ciò ha determinato l’avvento al <strong>Governo Monti</strong> che insieme ad un consiglio di ministri costituito da soli tecnici, ha varato il cosiddetto <strong>decreto Salva Italia</strong> con il quale si è dato il via, per mezzo di una serie di profonde ristrutturazioni, ad un tentativo di ripianare le casse dello stato.</p>
<p>Una di queste, probabilmente la più discussa e criticata, è <strong>la riforma delle pensioni</strong> con la quale si è andata a ridisegnare un sistema pensionistico che è risultato agli occhi del nuovo Governo non idoneo per un paese moderno come quello italiano. I principali motivi che hanno indotto lo Stato a varare tale riforma sono sostanzialmente riconducibili ad evidenti dati statistici che evidenziano come il <strong>continuo aumento della aspettativa di vita</strong> e i sempre più innumerevoli casi di lavoratori di qualsiasi natura che hanno raggiunto la pensione ben al di sotto dei 60 anni, avrebbero portato ben presto ad una <strong>situazione in cui ci sarebbero stati più pensionati che lavoratori</strong> con conseguente tracollo del sistema. Vediamo, dunque, punto per punto come questa riforma delle pensioni del Governo Monti ha cambiato le carte in tavolo.</p>
<p>A partire dallo scorso 1 gennaio 2012 si è passati per tutti i lavoratori al cosiddetto <strong>calcolo contributivo pro rata </strong>abbandonando il vecchio sistema retributivo che prevedeva il calcolo dell’importo della singola rata della pensione in base alla media degli stipendi degli ultimi 10 anni nella misura dell’80%. Adesso con questa riforma per tutti gli anni dal 2012 in poi <strong>la pensione si calcolerà sugli effettivi contributi versati allo Stato</strong> rivalutati a un tasso stabilito ogni anno dal Ministero dell’Economia e rapportato ad un coefficiente direttamente proporzionale all’età del pensionato.</p>
<p>La più grande rivoluzione di questa riforma delle pensioni sta <strong>nell’età di pensionamento</strong> e negli anni di contributi per acquisire l’idoneità. Scompare il sistema delle quote per cui l’unico modo con cui sarà possibile andare in pensione anticipatamente pur non avendo l’età sarà quella di avere almeno <strong>41 anni di contributi ed un mese per le donne e 42 anni di contributi ed un mese per gli uomini</strong>. Occorre rimarcare che non solo la riforma prevede penalizzazioni per chi va anticipatamente in pensione nella misura dell’1% di trattenute sull’importo mensile nei primi due anni e del 2% nei successivi.</p>
<p>Per le donne c’è tutto un discorso a parte che prevede un <strong>innalzamento dell’età di pensionamento</strong> dagli attuali 60 anni fino ad arrivare ai 66 anni nel 2018.</p>
<p>Infine, per ciò che concerne la <strong>rivalutazione delle pensioni</strong> sono stato salvaguardati tutti gli importi lordi inferiori ai 1400 euro mensili sia per l’anno 2012 che per tutto il 2013. Oltre tali soglie le rivalutazioni sono bloccate.</p>
]]></content:encoded>
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