Azionario Asiatico in crescita

Il quadro economico asiatico è oggi decisamente migliore rispetto a quello dei paesi europei: la solidità delle economie asiatiche è frutto di un mix di politiche governative prudenti, crescita sostenuta del Pil, crescita della domanda interna e fattori demografici favorevoli. A conferma dell’ottimo stato di salute dei mercati asiatici, negli ultimi giorni i principali indici di riferimento hanno conosciuto una continua crescita.

L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo nei giorni scorsi ha superato quota 9000 punti chiudendo in rialzo dell’1,1%. L’aumento è stato favorito dal rialzo del settore del future e di quello automobilistico. Il tetto dei 9000 punti è stato raggiunto anche grazie alla spinta del gigante dell’auto Toyota Motor che ha registrato utili superiori alle attese degli analisti. Dopo aver chiuso il trimestre 2011 in rialzo, Toyota Motor ha continuato a salire, registrando un aumento del 4,3%. Bene anche Honda Motor che ha chiuso in rialzo del 2%.

Cresce anche lo Shanghai Composite che raggiunge il massimo livello da due mesi a questa parte guadagnando il 2,4% e raggiungendo quota 2.347,53 punti. Merito del rialzo la decisione della Banca Centrale della Cina di garantire il soddisfacimento della domanda di prestiti per l’acquisto della prima casa, dopo la politica monetaria restrittiva per frenare la crescita del mercato immobiliare dei mesi precedenti. Le ragioni della crescita del mercato immobiliare asiatico risiedono soprattutto nella solidità dei bilanci familiari: a differenza delle loro controparti nei paesi occidentali, i consumatori asiatici sono scarsamente indebitati, soprattutto sul fronte dei mutui ipotecari e delle carte di credito, e hanno tassi di risparmio molto elevati. Nel settore immobiliare China Vanke guadagna il 2.9%, Gemdale sale del 3,5%.

Continuano a salire anche i titoli bancari come Industrial and Commercial Bank (+1,9%) e Shanghai Pudong Development Bank (+2,3%). Da oltre un decennio infatti, il settore bancario asiatico ha adottato prassi di concessione dei prestiti oculate e tradizionali, e ha evitato il ricorso alla cartolarizzazione dei titoli, mettendosi dunque al riparo dal tracollo che ha fatto seguito alla recente crisi creditizia. Il rischio di default delle obbligazioni corporate e dei titoli di Stato emessi nei mercati asiatici è molto contenuto. Negli ultimi anni, la posizione fiscale dei paesi emergenti è notevolmente migliorata, producendo una flessione dei tassi di default sulle emissioni sovrane.

Anche la borsa di Hong Kong ha beneficiato delle indicazioni arrivate dalla Banca Centrale della Cina. L’indice Hang Seng ha registrato una crescita dell’1,5% stabilendo dopo sei mesi un nuovo record di quotazione; il merito della crescita è da attribuirsi anche alla rinnovata fiducia degli investitori sulla soluzione della crisi della Grecia. Secondo voci di stampa la BCE parteciperà infatti al piano di salvataggio di Atene attraverso lo scambio dei titoli greci acquistati sul mercato secondario con obbligazioni del fondo salva-stati. Tra i titoli dell’Hang Seng Li & Fung guadagna il 3,3% e Aluminum Corporation of China sale al 5,9%.



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