Costa crociere: il titolo in borsa dopo il disastro

Costa crociere: il titolo in borsa dopo il disastro

Il naufragio della Costa Concordia ha avuto pesanti ripercussioni negative sul titolo azionario del gruppo Carnival, proprietario di Costa Crociere. La società avente sede a Miami è quotata sui listini americani, sul Nyse di New York e alla Borsa di Londra, vale a dire su alcune delle più importanti piazze finanziarie del mondo.

La rilevanza data alla tragedia della Costa Concordia dai media di tutto il mondo ed i danni economici reali prodotti dal naufragio stanno condizionando seriamente l’andamento dei titoli della società Carnival. L’attività degli investitori finanziari viene influenzata negativamente anche dalla considerazione che il disastro navale si è verificato proprio all’inizio della stagione delle prenotazioni delle crociere.

Nei giorni immediatamente seguenti alla tragedia, il titolo del colosso crocieristico americano ha raggiunto, alla borsa di Londra, punte di perdita del 23%. Alla riapertura dei mercati subito dopo il naufragio, il valore del gruppo è sceso, al London Stock Exchange, sino ad un minimo di 1.730 pence ad azione per poi risalire leggermente ed assestare le perdite alla soglia del 18%.

La società Carnival, in una nota ufficiale, ha comunicato di avere stimato il valore dei mancati profitti conseguenti al naufragio, per il 2012, tra gli undici e i dodici centesimi di dollaro ad azione, vale a dire, complessivamente, un ammontare compreso tra gli ottantacinque e i novantacinque milioni di dollari.

All’inizio della scorsa settimana, la nota società finanziaria JPMorgan ha proceduto al downgrade di Carnival, da “overweight” a “neutral”, portando l’utile stimato nell’anno fiscale 2012, da 2,73 a 2,16 dollari per azione. Il prezzo target del titolo è stato ridotto da 38 a 30 dollari.

Considerato che nel 2010, l’Europa rappresentava il 38% dei redditi di Carnival e che Costa Crociere è il soggetto più importante attivo nel vecchio continente, il danno per la società americana è decisamente significativo.

Ai mancati profitti devono essere aggiunte altre perdite, tra le quali, in primo luogo, la disdetta di tutti i viaggi già prenotati proprio sulla Costa Concordia. Si stima che i profitti della società Carnival caleranno nel 2012 di circa duecento milioni, tra i quali sono compresi sia i mancati ricavi, sia le spese connesse alle operazioni di recupero e salvataggio. Tra i costi da tenere in considerazione, non vanno certamente trascurati quelli relativi alle perdite assicurative (ipotizzati fra i cinquecento milioni e un miliardo di dollari, a seconda dei reclami che giungeranno alla società) e alle spese necessarie per evitare il disastro ambientale intorno all’Isola del Giglio.

In linea generale, la tragedia della Costa Concordia colpisce l’intero settore delle crociere turistiche in un momento di faticosa ripresa dopo il difficile biennio 2008-2009. Gli addetti ai lavori temono una psicosi da crociera, paventando un crollo complessivo delle prenotazioni. Nei primi giorni successivi al disastro, anche il titolo azionario Royal Caribbean Cruises è stato interessato da un forte calo percentuale del (6,19%), a testimonianza della fondatezza dei timori degli esperti.



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