La crisi economica dell’Eurozona

La crisi economica dell’Eurozona

La crisi dell’Europa è iniziata nel 2007 e quando pareva che lentamente stesse uscendo dal periodo più nero la situazione si è aggravata. Inizialmente il problema fu importato dagli USA. Velocemente la crisi finanziaria coinvolse numerose banche del vecchio continente che si videro costrette a far fronte a un’improvvisa mancanza di denaro. La BCE intervenne con corpose iniezioni di liquidità, ma ciò portò gli istituti di credito europei a ridurre drasticamente i prestiti, fattore che influenzò non poco una recessione a livello di continente.

 Gli stati furono costretti ad aumentare il loro debito pubblico per far fronte alle minori entrate fiscali e per cercare di sostenere la domanda e ciò ha peggiorato ulteriormente la situazione già precaria permettendo degli attacchi speculativi che hanno visto crescere sempre più gli interessi pagati sui titoli pubblici. I paesi periferici come Grecia, Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda hanno visto così aumentare lo spread tra i bund tedeschi e i loro titoli e diminuire ogni giorno di più la loro credibilità finanziaria sui mercati. Dopo una certa indifferenza da parte di Bruxelles, ci si è resi conto che si trattava di un vero e proprio contagio che ha portato a una vera e propria crisi economica europea.

 Chi si trova nella situazione peggiore è la Grecia a rischio default che è stata costretta a chiedere prestiti agli altri membri in cambio di una severissima politica di risanamento. A marzo scadranno i suoi titoli pubblici e il paese non sarà in grado di rimborsarli. Per avere una nuova tranche di aiuti dall’UE deve quindi trovare un accordo con i propri creditori per la riduzione del debito, ma l’accordo tarda sempre più a essere siglato. Per rimettere in riga Atene, il cancelliere tedesco aveva proposto un commissariamento del governo greco, una proposta decisamente inaccettabile. Ma Merkel e Sarkozy non si arrendono e hanno proposto che gli interessi del debito greco vengano depositati in un fondo di garanzia per avere la certezza del rimborso.

I mercati europei intanto si dimostrano piuttosto fiacchi in attesa degli sviluppi. Oltre alla Grecia, vi sono altri paesi che hanno debiti pubblici alti e restano dei sorvegliati speciali, è chiaro che la soluzione della crisi dell’Europa passa anche dal loro risanamento.

 Ma la crisi economica europea è veramente così grave? Premesso che molto dipende dalla Grecia e di ciò che sarà di lei a marzo, il debito pubblico europeo è in una situazione migliore di quello americano. Infatti per il 2012 sono previsti 11.000 miliardi di dollari contro i 16.000 degli USA e anche il PIL dell’Europa unita segna un 90% contro l’oltre 100% d’oltreoceano, eppure l’Europa è in sofferenza. Anche l’indice di indebitamento del vecchio continente è decisamente migliore, addirittura una tanto deprecata Italia segna un 134% contro il 166% americano e le virtuose Francia e Germania rimangono sotto il 120%.

I mercati al momento fanno molto più affidamento sul dollaro che ha una storia secolare, contro una moneta come l’euro, nuova e non difesa da una banca centrale come la FED. Inoltre, mentre gli Stati Uniti sono unitari, l’UE è un’unione molto più effimera di stati che con grande difficoltà riescono a pervenire a decisioni comuni.



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