L’andamento generale dei mercati finanziari nell’ultima settimana

L’andamento generale dei mercati finanziari nell’ultima settimana

La settimana si è aperta con le tensioni derivanti dallo stato di avanzamento della situazione greca che ha finito per aumentare l’incertezza degli investitori e per deprimere i listini del Vecchio Continente.

Con l’arrivo in scadenza a marzo di 14,5 miliardi di bond greci, per Atene è vitale accettare i 139 miliardi di aiuti della UE alle condizioni stabilite dalla Troika. Tutti i mercati finanziari si preparano comunque alle possibili conseguenze su scala mondiale di un eventuale default della Grecia. Ciò che sta mettendo in fibrillazione i mercati internazionali è il timore che il governo greco non firmi i tagli imposti dall’Europa cedendo così alle proteste popolari che stanno degenerando in scontri di piazza.

L’andamento dei mercati finanziari è stato anche condizionato dalla spinta deflazionistica causata dalle politiche di rigore che stanno pesantemente comprimendo la domanda interna di tutti i paesi europei. A livello macro, nonostante i limiti evidenziati, l’andamento dell’economia mondiale presenta comunque dei livelli di crescita che inducono ad un cauto ottimismo.

Per quanto riguarda gli USA è da segnalare la diffusione dei dati negativi sulla bilancia commerciale statunitense che ha chiuso il 2011 con un saldo negativo di 48,8 mld di dollari, è il dato peggiore dell’ultimo triennio. La diminuzione poi dell’indice di fiducia dei consumatori statunitensi ha determinato ulteriori incertezze sul mercato finanziario con l’indice Nasdaq 100 che ha chiuso venerdì 10 a 2547,32 punti, registrando comunque un lieve miglioramento rispetto ai valori di inizio settimana (2514,40 punti).

Sul fronte interno l’indice FTSE MIB ha aperto la settimana sopra quota16400 , raggiungendo i suoi massimi giovedì 9 febbraio quando ha superato quota 16800, venerdì è stata una seduta di prese di beneficio con Piazza Affari che si è allineata con le altre borse europee chiudendo a -1,76%.

Per quanto riguarda i bancari hanno chiuso tutti in negativo a partire da Unicredit (-4,74%), seguito da Intesa Sanpaolo (-3,55%), B.Popolare (-2,16%) e B.P. Milano (-2,35%), in controtendenza B.Mps (+0,32%).

Buone notizie invece per quanto concerne lo spread BTP-bund il cui valore, nella giornata di venerdì, si è attestato a quota 347 avvicinandosi ai valori dell’omologo spagnolo; l’abbassamento del differenziale tra BTP e bund è stato anche favorito anche da un indebolimento del decennale tedesco dovuto non solo alle vicende greche, ma anche alla contrazione della domanda del mercato interno tedesco.

Stabile il prezzo del petrolio che si è attestato per tutta la settimana intorno ai 99 dollari al barile, per poi scendere a 98,7 dollari nel mercato di New York.

Sul fronte valutario nella seduta di venerdì l’euro si deprezza dello 0,75% rispetto al dollaro USA chiudendo a quota 1.3189 e registrando un lieve rimbalzo rispetto alla quotazione minima di 1.316 toccata nel corso della giornata.

Non vi sono invece novità sul versante tassi, la Banca Centrale Europea ha mantenuto il tasso d’interesse all’1%, un’opportunità che per ora rimane ad esclusivo vantaggio degli istituti di credito europei.



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