Mondo della Finanza: le novità dell’ultima settimana

andamento-mercati-finanziariLa settimana economica è cominciata con il timore che il taglio di Standard & Poor’s, effettuato venerdì scorso, si ripercuotesse sull’andamento dei mercati finanziari. Un rating portato a BBB+ per l’Italia, a cui è seguito, a metà della settimana appena conclusa, l’annuncio da parte dell’agenzia Fitch sulla possibilità di un loro taglio di due notch.

Escludendo l’eventualità di un default, in quanto l’Italia è considerata “too big to fail”, e riconoscendo l’incoraggiante inizio del governo Monti, l’agenzia di rating ha evidenziato che il downgrade potrebbe arrivare per le mancanze dell’esecutivo precedente riguardo alle manovre economiche, che avrebbero dovuto essere effettuate in un periodo meno complicato dell’attuale e che hanno fatto perdere credibilità al nostro paese nei confronti degli altri Stati.

La sforbiciata ai danni del rating dell’Italia, e di altri 6 paesi europei, non è stata l’unica notizia destabilizzante della settimana, in quanto le due agenzie di rating sopra citate hanno definito praticamente inevitabile e imminente il default della Grecia.

Se le notizie in questione avrebbero potuto terrorizzare le borse ciò in realtà non è avvenuto, infatti l’andamento dei mercati finanziari nell’ultima settimana ha risentito poco o niente di questi tagli e hanno evidenziato buoni segnali di ripresa.

Lo spread fra i titoli di stato tedeschi e quelli italiani è andato in costante calo per tutta la settimana, passando da un valore di circa 485, toccato lunedì, a un valore intorno ai 430 punti di venerdì, rispondendo con positività alla recente previsione di recessione del Fondo Monetario Internazionale e portando il rendimento di un Btp a 10 anni al 6,28%. I mercati sembrano fiduciosi in vista della riunione dell’Eurogruppo di lunedì e del summit europeo programmato per fine mese.

Gli indici europei sono stati caratterizzati da una forte, e ormai usuale, volatilità, ma si è assistito a un sostanziale recupero con chiusure settimanali sopra la parità. Nonostante un’ultima giornata piatta il FTSE MIB ha chiuso con un +4,14% rispetto alla settimana precedente e sono stati proprio i titoli bancari, che di rimando avrebbero dovuto soffrire di più del taglio del rating, a sostenere spesso le singole sedute. Lo scenario nel prossimo futuro è moderatamente positivo e potrebbe esserci una consolidazione a 15.700 punti.

Anche i maggiori mercati europei hanno chiuso con un’ultima giornata di contrattazioni in parità o lievemente negativi, ma possono vantare, in linea con l’Italia, performance settimanali ampiamente positive. Il Dax a +4,25%, Parigi a +3,91%, e Londra a +1,63%.

Meno evidenti  ma comunque positive le performance settimanali di New York, con il Dow Jones a +2,40% e trascinato dai titoli tecnologici, e del Nikkei di Tokio che chiude a +3,13%.

Ultime considerazioni sul petrolio, con il costo del barile in calo del 2,32% nell’ultima settimana, e sull’euro che rispetto a sette giorni fa chiude in rialzo del 1,03% sul dollaro.



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