Super bolla Facebook

Super bolla Facebook

Il crollo delle quotazioni delude le aspettative iniziali

Il titolo Facebook è sbarcato sul Nasdaq soltanto una settimana fa, ma fa già discutere per le azioni legali che rischiano di scatenarsi e per le perdite accumulate dall’entrata in borsa che hanno reso l’Ipo la più deludente degli ultimi anni.

Nonostante alla vigilia i dubbi legati alla quotazione della società di Mark Zuckerberg fossero tanti, sono stati numerosi gli investitori che venerdì scorso hanno fatto di tutto per accaparrarsi una quota sociale dell’azienda, arrivando a pagare, in alcuni casi, un’azione 42 dollari, nonostante il prezzo ufficiale di 38 apparisse ai più già troppo alto. Una delle perplessità che ha accompagnato il debutto è proprio quel prezzo che paragonato agli utili previsti per il 2012 appariva sproporzionato e che alla fine ha fatto gridare all’ennesimo caso di bolla, rendendo i primi giorni di quotazione un vero e proprio incubo.

Se venerdì scorso il titolo ha chiuso in positivo, anche se solo dello 0,61%, il secondo giorno è stato affossato dalle vendite perdendo l’11%. Nei giorni successivi il titolo ha continuato a muoversi in modo nervoso, fino ad assestarsi intorno ai 32 dollari di ieri, che costituiscono comunque un notevole crollo rispetto alle quotazioni di collocamento.

Fra i motivi che hanno contribuito a questo deludente esordio abbiamo già citato la questione prezzo, ma molti analisti hanno criticato anche la scarsa attenzione di Zuckerberg verso gli investitori e una politica societaria che rischia di fare troppo affidamento sulle entrate pubblicitarie, attualmente poco significative.

Azioni FacebookNelle ultime ore inoltre si sta rafforzando l’idea di una Class Action contro Facebook e Morgan Stanley, la banca collocatrice, che sarebbero stati colpevoli di aver divulgato notizie confidenziali durante il road show solo ai grandi investitori. Gli acquirenti più piccoli sarebbero stati lasciati all’oscuro del fatto che il prezzo di quotazione è stato deciso senza considerare che le stime sugli utili di Facebook sarebbero state riviste al ribasso, lasciando che in fase di collocamento portassero al rialzo il prezzo, mentre i grossi investitori acquistavano con maggior prudenza e cercando di restare su prezzi più vicini a quello fissato per il collocamento.

Comunque sia l’esordio del titolo Facebook ha deluso le attese e secondo gli analisti potrebbe portare a una sfiducia per le prossime Ipo. Se il titolo Facebook si rivelerà una bolla tutto il compartimento tecnologico potrebbe subirne le conseguenze ed è anche per questo motivo che, oltre che per provare a limitare le perdite, sembra che Zuckerberg abbia chiesto il passaggio del titolo dal Nasdaq, colpevole di aver incontrato numerosi problemi tecnici nel giorno di esordio, al listino tradizionale.



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