3 prodotti di Credito per ogni Italiano

Il quadro complessivo creditizio degli italiani rivela uno scenario alquanto preoccupante, la catasta di debiti creatasi negli anni trova origine quasi sempre in più di uno strumento creditizio: c’è chi ha in portafoglio fino a tre prodotti diversi, dal tradizionale mutuo ipotecario ai finanziamenti bancari di piccolo importo, dalla cessione del quinto dello stipendio alle carte revolving, che permettono il rimborso rateale delle somma spesa.

L’insieme dei prestiti, dunque, si è trasformato in una matassa assai intricata, difficile da sbrogliare. Perché complicarsi la vita con tutte queste linee di credito?
A chi ha bisogno di soldi, infatti, il sistema bancario offre sempre una soluzione semplice che, guarda a caso, è anche la meno onerosa.
Si tratta dei classici prestiti personali che, anche per piccoli importi a partire da 3-5 mila euro, richiedono una quota di interessi sul debito meno elevata rispetto a molti altri prodotti oggi molto in voga sul mercato.
La dimostrazione arriva se confrontiamo le condizioni applicate dagli istituti di credito italiani, mettendo a confronto le condizioni dei finanziamenti personali con quelle di altri due prodotti: lo scoperto di conto corrente, detto anche fido bancario, e le gettonatissime carte revolving.
Ed è sempre il prestito ad avere la meglio nel confronto, con un tasso nominale annuo (Tan) tra il 7,5 e il 9,5%, mentre il fido supera spesso il 10% e le revolving non scendono mai al di sotto del 13-14%. Questo significa che, su un’esposizione finanziaria media di soli 3 mila euro, per i finanziamenti più tradizionali si pagano in un anno circa 270 euro di interessi, contro i 420 euro della revolving e i 300 del fido che, ogni tre mesi, richiede il pagamento di una commissione di massimo scoperto: una quota percentuale, che varia tra lo 0,5 e l’1%, calcolata sul passivo massimo registrato nell’arco di un trimestre.



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