Il terremoto ha messo in ginocchio le imprese dell’Emilia Romagna

Il terremoto ha messo in ginocchio le imprese dell’Emilia Romagna

I provvedimenti per riavviare l’economia

Torniamo a occuparci del terremoto in Emilia Romagna. Mentre le scosse continuano, si inizia a fare la conta dei danni per famiglie e imprese. Drammatico in particolare il bilancio per il tessuto economico. È stato colpito oltre l’80% dell’attività produttiva e più di 3500 aziende sono paralizzate.

Si tratta di dati allarmanti, considerando soprattutto che l’area colpita dal sisma a cavallo delle tre province di Modena, Ferrara e Bologna produce circa l’1,8% del Pil nazionale ed è una delle zone più ricche dal punto di vista dell’attività industriale soprattutto in alcuni settori come quello biomedicale, ceramico e delle nanotecnologie.

È necessario quindi creare al più presto le condizioni per riprendere la produzione e risollevare l’economia delle zone dell’Emilia più colpite dal terremoto. Oltre alle misure d’emergenza già prese dal Governo, Confcommercio ha annunciato lo stanziamento di nuovi finanziamenti per sostenere la prima fase della ricostruzione. La somma destinata alle aziende danneggiate dal sisma è di 400 mila euro. La cifra si va ad aggiungere all’attivazione di un fondo di solidarietà dedicato all’emergenza, nato grazie all’intesa tra Confcommercio, Federalberghi Emilia Romagna e CGIL, CISL e UIL regionali, che prevede contributi volontari da parte dei lavoratori pari a un’ora di lavoro sostenuto.

Aziende colpite dal terremotoDalla giunta Errani arriva però una precisazione: i contributi nazionali, regionali e locali saranno concessi esclusivamente alle imprese che confermeranno la loro permanenza sul territorio. La decisione è volta a evitare la fuga delle imprese, soprattutto le multinazionali, che si ritrovano con i capannoni crollati o danneggiati dal sisma e che, in qualche caso, hanno già manifestato la volontà di delocalizzare altrove.



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