Buoni postali: pro e contro

Buoni postali: pro e contro

Vediamo insieme vantaggi e svantaggi dell’investimento

Tra i diversi prodotti offerti dal mondo finanziario i Buoni Fruttiferi Postali sono sicuramente i più conosciuti. Si tratta di titoli emessi dalla Cassa depositi dello Stato e gestiti in esclusiva dalle Poste Italiane. I Buoni Fruttiferi Postali chiamati anche semplicemente Buoni Postali sono molto utilizzati anche perché permettono sempre la restituzione del capitale investito e degli interessi.

Poste Italiane offre diverse tipologie di Buoni Postali in base alle proprie esigenze: si va dal “classico” Libretto Postale, una soluzione che consente di depositare somme di denaro rimborsabili in qualsiasi momento, senza spese e con tassi di interesse contenuti; ai buoni suddivisi per rendimento (che può essere fisso, variabile e crescente, o prevedere una combinazione di entrambe le caratteristiche) o per durata, breve, media e di lungo periodo.

La sottoscrizione dei Buoni Postali avviene presso gli Uffici delle Poste Italiane e non prevede spese di apertura, gestione e chiusura, ma sono soggetti al regime fiscale. Per i Buoni Fruttiferi Postali infatti deve essere corrisposta l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi pari a 12,50%, come Bot e Btp, secondo quanto specificato dal D.L 239/1996 e l’imposta di bollo. Non va invece pagata nessuna tassa in caso di successione. Alcuni Buoni Postali sono dedicati esclusivamente ai minori, una soluzione adatta, ad esempio, per accumulare risparmi utili per lo studio e la formazione.

La sottoscrizione dei Buoni Postali, in base alle loro caratteristiche, può avvenire sia in forma cartacea che dematerializzata, ovvero direttamente on-line tramite il sito ufficiale di Poste Italiane, dove è possibile visualizzare la lista dei Buoni Fruttiferi Postali disponibili.

Uno dei punti di forza dei Buoni Postali, come si evince da quanto appena detto, è la possibilità di gestire i propri risparmi ed assicurarsi un rendimento sicuro evitando spese eccessive per l’apertura la gestione e la chiusura. Con la nuova normativa, i Buoni Postali con rendimento inferiore ai 5mila euro non sono più soggetti al pagamento dell’imposta di bollo. Rispetto ai Titoli di Stato, i Bfp non causano perdite perché il loro valore nominale è sempre rimborsato alla pari. Quindi, rendimenti sicuri, poche spese e facilità di sottoscrizione sono sicuramente i punti di forza dei Buoni Postali.

Tra i contro, invece, vi è principalmente il basso rendimento: si calcola che, in media, il rendimento effettivo lordo di un buono postale ordinario a 10 anni è del 2,69%, percentuale che comunque non supera il 4% in un periodo di 20 anni. Inoltre, se i Buoni vengono liquidati entro l’anno vengono persi anche gli interessi. I Buoni fruttiferi postali, quindi potrebbero essere poco adatti a chi invece desidera avere un rendimento più alto: la soluzione in questo caso è utilizzare un Libretto Postale, che calcola gli interessi su base giornaliera e mensile, o la scelta di altri prodotti finanziari con un tasso di interesse più alto, a fronte però di maggiori rischi.

Un punto di incontro tra chi desidera i vantaggi degli investimenti di lungo periodo, ma la flessibilità di quelli di breve periodo è il BFP7Insieme, un nuovo prodotto di Poste Italiane che prevede un investimento di medio termine (7 anni) ad un interesse del 4%, tra i più elevati tra il panorama dei Buoni Fruttiferi Postali.



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