Fondi pensione: rendimenti piatti nel 2011

Fondi pensione: rendimenti piatti nel 2011

In base a quanto rilevato dai dati provvisori diffusi dalla Covip, la commissione vigilanza sui fondi di previdenza complementare, il 2011 è un anno da archiviare per chi ha investito in un fondo pensione.

Nell’ultimo anno, infatti, i fondi pensione hanno perso lo 0,1% a favore del Tfr, che ha guadagnato terreno, anche grazie all’inflazione che è salita considerevolmente. I fondi pensione, ricordiamolo, possono essere aperti, cioè dedicati a tutti, lavoratori dipendenti e autonomi; chiusi, se istituiti da accordi tra industrie e sindacati, aperti ai lavoratori dipendenti del settore a cui tali fondi sono dedicati; e preesistenti, fondi pensione istituiti precedentemente alla riforma degli anni ’90.

I fondi pensione sono fondi comuni d’investimento e quindi, in periodi di crisi, risentono del cattivo andamento del mercato. Non è quindi una sorpresa che il 2011 si sia chiuso con un netto distacco tra le performance medie dei fondi di previdenza complementare e la rivalutazione del Tfr. Fanno eccezione unicamente i fondi negoziali che si sono invece mantenuti stabili.

Nel dettaglio, i fondi negoziali hanno chiuso l’anno con una performance media pari allo 0,1% (grazie ad un balzo nel mese di dicembre), contro il -2,4% segnato dai fondi aperti e dal -5,7% medio registrato dai Pip (Piani individuali pensionistici) unit linked. Il Trattamento di fine rapporto, lasciato in azienda, invece, si è rivalutato nel 2011 del 3,5%.

Tuttavia, occorre notare come le diverse linee dei comparti abbiamo avuto comportamenti diversi: si passa dal +1,7% medio delle linee obbligazionarie pure dei fondi negoziali al -8,8% delle linee azionarie dei Pip unit linked. In generale, possiamo affermare che i comparti azionari abbiano tutti segnato forti perdite, quelli bilanciati perdite più contenute e quelli obbligazionari abbiano chiuso in territorio positivo, se pur con rendimenti inferiori rispetto al Tfr.

In generale va sottolineato comunque che il fondo pensione è un classico investimento di lungo periodo, che va quindi valutato su un orizzonte temporale ampio di circa 30 anni. Per questo, nella scelta di un fondo pensione, come per qualsiasi strumento d’investimento, occorre pensare all’orizzonte temporale e al grado di rischio che si può sopportare.

Buoni risultati solo per quanto riguarda le adesioni. Nel 2011 il numero complessivo degli iscritti alle gestioni previdenziali complementari è salito del 5,7%, raggiungendo quota 5milioni 573mila iscritti. Si tratta comunque di numeri ben lontani dalla potenziale platea di riferimento se si calcola che solo un lavoratore su quattro ha aderito a una forma di previdenza complementare.



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