Imu prima casa: si pagherà in tre rate

Imu prima casa: si pagherà in tre rate

Ieri in Commissione Finanze alla Camera sono state approvate le modifiche alle norme sugli immobili contenute nel decreto fiscale già licenziato dal Senato e atteso per mercoledì a Montecitorio. In particolare sono state definite importanti questioni relative all’Imu, l’Imposta municipale sugli immobili. Vediamole insieme.

Quando e in che modo si verserà l’Imu?

L’imposta sulla prima casa si pagherà in tre rate: 18 giugno, 17 settembre e 17 dicembre. Le prime due rate si calcolano applicando l’aliquota base valida per tutto il territorio nazionale, ossia il 4 per mille, e si versano usando il modello F24. L’ultima rata invece si potrà pagare anche con il bollettino di conto corrente e salderà gli eventuali aumenti decisi entro il 30 settembre dai sindaci che possono alzare l’aliquota fino al 6 per mille.

L’imposta sulla seconda casa, invece, rimarrà invariata. Si pagherà in due rate: il 50 per cento a giugno (aliquota base del 7,6 per mille) e il conguaglio a dicembre (con l’aliquota che può salire fino al 10,6 per mille).

Come funzionano le detrazioni?

Le detrazioni Imu potranno essere richieste solo per la prima casa e sono pari a 200 euro più 50 euro per ogni figlio a carico fino ai 26 anni (al massimo, in totale, 600 euro). Il concetto di abitazione principale è stato reso più stringente per limitare gli abusi. Infatti, le detrazioni e l’aliquota ridotta spetteranno per la sola casa dove il contribuente ha la dimora abituale e la residenza anagrafica. Questo significa che i coniugi conviiventi che possiedono due case e dichiarano residenze separate potranno applicare le detrazioni (ma anche l’aliquota agevolata più bassa) alla sola abitazione in cui hanno dimora abituale.

Come si calcola l’Imu?

L’imposta viene calcolata partendo dalla rendita catastale. Tale dato si può recuperare dall’atto di compravendita dell’immobile oppure sul sito dell’Agenzia del territorio. La rendita deve essere rivalutata del 5 per cento e poi moltiplicata per il coefficiente che il decreto Salva-Italia ha portato da 100 a 160. Al risultato si applica l’aliquota base: il 4 per mille per la prima casa e il 7,6 per mille per la seconda. Nel caso di prima abitazione è necessario applicare le detrazioni alla quota ottenuta. Infine per determinare la prima rata di giugno dell’Imu si divide il totale per due (seconde case) o per tre (prime case).

Chi paga l’Imu in caso di coniugi separati o divorziati?

Il versamento dell’imposta è a carico del coniuge separato che vive in casa anche se non è il proprietario dell’abitazione. L’associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami) protesta sulla decisone: non si può stabilire a priori chi dovrà pagare l’Imu, perché dipende dalle condizioni economiche dei coniugi. Secondo l’associazione dovrebbe essere il giudice a decidere a chi spetta il pagamento valutando ogni caso singolarmente.

 



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