Imu: il gettito maggiore per i proprietari di seconde case

Imu: il gettito maggiore per i proprietari di seconde case

Le categorie di cittadini su cui la tassa inciderà maggiormente

Dal decreto Salva-Italia che ha fatto tornare in vita la versione riveduta e corretta dell’Ici, potrebbero spuntare delle sorprese per quanto riguarda la provenienza del gettito fiscale atteso. Che cosa è l’Imu nella versione attuale? È un’imposta sulla casa i cui introiti sono destinati in larga parte all’erario; una destinazione ben diversa rispetto alla versione iniziale proposta dal precedente governo quando venne pensata per finanziare i Comuni in vista di un assetto federalista dello Stato. Chi è interessato al pagamento dell’Imu? Tutti i proprietari di immobili residenziali e commerciali. Tale tassa secondo le stime del governo dovrebbero portare nelle casse dello Stato 21,4 miliardi di euro (18,4 per la Cgia di Mestre).

Tuttavia per sapere se le stime fatte in occasione del varo del decreto sono corrette, bisognerà attendere due date: il 20 settembre quando i Comuni potranno fare una correzione verso l’alto per compensare i mancati trasferimenti statali e il 17 dicembre quando gli stessi Comuni decideranno l’aliquota definitiva che graverà sugli immobili ubicati nei loro territori.

Da chi arriverà il maggior gettito dell’Imu e soprattutto quali saranno i Comuni che potranno beneficiare della nuova imposta sulla casa nonostante sia destinata loro una percentuale minore rispetto al totale incassato? Con l’esenzione di tutti coloro che hanno una rendita catastale bassa e possono usufruire delle detrazioni previste per legge, è stato calcolato che il gettito maggiore verrà dai proprietari di seconde e terze case.

Secondo i primi calcoli, la percentuale dell’imposta corrisposta da questi proprietari ammonterebbe al 44,8 per cento del totale. I Comuni da cui invece lo Stato ricaverà le maggiori entrate sono i luoghi di villeggiatura e le città in cui vi sono degli atenei universitari nelle quali è concentrato il più alto numero d’immobili in affitto.

Tassa ImuNon è detto però che la situazione attuale possa perdurare: secondo quanto comunicato dal segretario dell’Anci Graziano Delrio a partire dal 2013 anche l’Imu per i proprietari delle seconde e terze case si dovrebbe riallineare alla vecchia Ici.

Per chi ha un reddito alto, l’Imu pesa di meno rispetto alla vecchia Ici che comprendeva anche l’Irpef sull’immobile, mentre per chi ha un reddito medio la Cgia di Mestre ha calcolato che l’Imu graverà sulle tasche del contribuente circa 100 euro in più all’anno rispetto all’Ici.

 



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