Pressione fiscale in Italia

Pressione fiscale in Italia

Nel nostro paese le tasse più alte d’Europa

Il Rapporto 2012 sul Coordinamento della Finanza Pubblica della Corte dei Conti, presentato alla Camera dei Deputati mostra un’analisi impietosa dei giudici contabili sullo stato in cui versa l’Italia: troppe tasse e troppa evasione. La ripresa economica prospettata dall’avvento del governo tecnico, capitanato da Mario Monti, è ancora molto lontana e la pressione fiscale resta più elevata che nel resto dell’Europa.

Nella graduatoria dell’Ocse attinente al peso delle tasse sui salari dei 34 Paesi, l’Italia scivola dal 22° al 23° posto. Il cosiddetto cuneo fiscale che nel nostro Paese si stima al 47,6%, e conduce l’Italia a posizionarsi dietro a Spagna, Irlanda e ai grandi Stati europei, come Germania, Francia, Ungheria e Gran Bretagna.

I dati confermano che in Italia il carico fiscale si pone a livelli particolarmente alti sia sulle persone fisiche che sulle imprese, al contrario sui consumi l’aggravio fiscale è più basso. Il debito pubblico cresce inevitabilmente dalla crescita della pressione fiscale, precariato e disoccupazione, inoltre, conducono lo stato ad un rosso fisso sui conti.

L’aumento del carico fiscale a livello globale nel 2011 è dovuto principalmente all’imposta sul reddito delle persone fisiche unite ai contributi di sicurezza sociale che hanno aumentato il carico fiscale, nella maggior parte dei Paesi, l’aumento del carico fiscale è correlato al fatto che il salario è troppo spesso assoggettato a imposta mentre il valore delle detrazioni e dei crediti d’imposta ha subito un notevole decremento.

Tra le soluzioni prospettate in queste settimane quella di ridurre il debito attraverso la dismissione di quote importanti del patrimonio pubblico, è una delle più quotate tra i membri del governo tecnico. La prospettiva popolare è invece di ridurre drasticamente i costi della politica.

Creazione di nuovi posti di lavoro e agevolazioni alle imprese potrebbero essere le soluzioni per una rinascita dello sviluppo economico.

Pressione fiscale ItaliaLa Corte dei Conti puntualizza l’errore di voler concentrare la mossa fiscale sul lato delle entrate per pervenire all’equilibrio di bilancio nel 2013, questa manovra crea uno stato di tensione , dando vita ai cosiddetti “impulsi recessivi” che vengono trasmessi sull’economia reale.

Il rischio è quello che si intravvede appena della deflagrazione della tenuta sociale.

 



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