Caltagirone si inserisce tra i maggiori azionisti UNICREDIT

Caltagirone si inserisce tra i maggiori azionisti UNICREDIT

Conclusa da qualche giorno l’operazione di ricapitalizzazione della banca romana, UniCredit muove le prime mosse di una attesa rivoluzione negli assetti azionari.

Non è ancora stato ufficializzato, ma voci sempre più insistenti  vorrebbero  Francesco Gaetano Caltagirone, costruttore ed editore romano, entrare nell’azionariato della banca romana. L’imprenditore,che era azionista e vice-presidente di Monte dei Paschi, ha lasciato le cariche di consigliere di amministrazione e di vicepresidente che ricopriva nella società senese. Il disimpegno dal Monte dei Paschi non è una novità visto che già dagli ultimi mesi del  2011 Caltagirone aveva cominciato a vendere titoli : un’operazione di disinvestimento che si è protratta nel tempo per concludersi con una partecipazione azionaria dell’1,3%.

Allo stato attuale è prematuro sbilanciarsi sul peso che Caltagirone avrà nel capitale di UniCredit anche se appare probabile una partecipazione ben maggiore rispetto all’1% di cui si vocifera negli ambienti finanziari, dato che il Gruppo Caltagirone gode di grande liquidità: 394 milioni la somma calcolata a fine settembre, a cui vanno ad aggiungersi i 100 milioni provenienti dalla vendita delle quote in MPS.

A questo punto sono in molti ad ipotizzare per l’imprenditore romano un ruolo importante nelle discussioni che da qui ad aprile porteranno al ricambio dei vertici e a un ritocco della governance di UniCredit. Un coinvolgimento di Caltagirone nel consiglio di amministrazione è tuttavia ostacolato dalla norma contenuta nel recente decreto Salva Italia che ha introdotto l’impossibilità di ricoprire la carica di consigliere in due o più banche o assicurazioni tra loro concorrenti e ha già giocato un peso notevole nelle dimissioni di Caltagirone dalle cariche ricoperte in MPS.

L’ingresso di Caltagirone va ad aggiungersi alla schiera di altri importanti imprenditori italiani che hanno già aderito all’aumento di capitale di UniCredit; tra questi Diego della Valle, proprietario della Tod’s e patron della Fiorentina, Leonardo del Vecchio, fondatore della Luxottica, e il gruppo DeAgostini.

L’obiettivo è creare un nocciolo di azionisti privati per puntellare la discesa del fronte delle Fondazioni e soprattutto  bilanciare la presenza estera in Piazza Cordusio, dove è forte la presenza degli arabi di Aabar con il 6% potenziale, i libici con il 4% complessivo, e gli americani di Capital Research con il 5,4%.



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